Alessandro Frigiola, “l’angelo” dei bambini cardiopatici

Il cardiochirurgo Alessandro Frigiola è stato ospite del Rotary Fiorenzuola, dove ha illustrato l’attività da lui svolta a favore di migliaia di bambini cardiopatici nel mondo «con l’obiettivo principale- ha ribadito- di trasmettere agli altri ciò che ho imparato»

Frigiola

12mila interventi. E' stato nei paesi più poveri del mondo per visitare i piccoli pazienti cardiopatici: ha formato oltre 300 medici stranieri per poter curare le malformazioni congenite al cuore direttamente sul posto. Per questo è stato nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed insignito della Paul Harris Fellow, la massima onorificenza rotariana.

Quando non è in sala operatoria presso il reparto di Cardiochirurgia di San Donato di cui è co-direttore, è in viaggio per raggiungere una delle nazioni in cui è attiva l’associazione da lui fondata nel 1993, ovvero Bambini Cardiopatici nel Mondo e da allora ne sono stati operati 3.700 con un tasso di insuccesso di meno del 5%, quando all’inizio della sua carriera le percentuali di riuscita erano basissime.

Il cardiochirurgo Alessandro Frigiola è stato ospite del Rotary Fiorenzuola all’agriturismo Boschi Celati di Roncaglia (Pc) dove ha illustrato l’attività da lui svolta a favore di migliaia di bambini cardiopatici nel mondo, «con l’obiettivo principale- ha ribadito- di trasmettere agli altri ciò che ho imparato».

Un impegno concretizzato con 435 misisoni in 27 paesi e la formazione a S. Donato di quasi 400 borsisti provenienti da 21 paesi del mondo con il fine di far cessare il più possibile i “viaggi della speranza” e potere operare direttamente presso strutture costruite nelle diverse nazioni visto che ben il 75% della popolazione mondiale non ha accesso alla cardiochirurgia.

Dopo il saluto del presidente dall’attuale Presidente del Rotary Fiorenzuola Marcello Redaelli, è seguito quello del Past Governor del Distretto 2050 Angelo Pari che ha ricordato tutta l’ammirazione da lui provata quando aveva conosciuto il prof. Frigiola a S. Donato, «un vero e proprio direttore d’orchestra, un artista del bisturi, con uno staff straordinario a suo fianco ed una mission di grandi valori».

«Principi che - ha detto Frigiola - sono quegli stessi del Rotary, ovvero solidarietà ed etica comportamentale, punti fermi che non vanno mai dimenticati nel tempo».

Frigiola ha ricordato come è nata l’associazione quando, recatosi nel 1992 in Vietnam con un collega francese, ha visto tanti bambini di otto o dieci anni arrivati al termine della vita per colpa di malformazioni che in Italia si riusciva a curare nel 99% dei casi. In quel momento che ha deciso di fondare l’associazione. E da allora l’opera svolta è stata davvero importante ed i numeri lo stanno a dimostrare. Frigiola ha sostenuto che anche in Italia gli ospedali non sono affatto a misura di bambino, contrariamente a quelli in Usa, Canada, Inghilterra.

In oltre trenta Paesi, tra cui Siria, Perù, Camerun, Paraguay, Kosovo, Iraq, Romania, Mali, Moldavia, Kurdistan, Etiopia, Cina, India, Yemen, l’associazione di Frigiola non si limita ad operare i bambini condannati a morte certa, ma getta le basi perché le missioni poi vadano avanti con le proprie gambe. «Lì sul posto- ha chiarito- fondiamo ospedali di cardiologia pediatrica e li dotiamo delle migliori attrezzature, mentre al Policlinico San Donato formiamo i loro medici”.

Ha citato poi i gli attuali progetti sviluppati in Romania (70/80 interventi), in Egitto per la formazione di medici, in Nigeria, Senegal, Mozambico, Marocco, il tutto con l’intento di formare lì medici cardiochirurghi, unitamente alle nuove prospettive offerte dai progetti multimediali in 3D e soprattutto l’aggiornamento ed un maggior sviluppo della diagnostica per le cardiopatie tra i pediatri, proprio perché la prevenzione è l’arma più importante per queste patologie.

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Quarant'anni fa, i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza. Non a caso oggi, grazie ai progressi della medicina, risulta inferiore al 5%. Il quadro cambia, però, nei Paesi in via di sviluppo, dove mancano medici e strutture ospedaliere. In Africa, ad esempio, la mortalità è ancora del 50-60%. Nonostante i traguardi raggiunti, le cardiopatie congenite continuano a essere la terza causa di morte in età pediatrica nel pianeta dopo infezioni e malnutrizione. Ogni anno muoiono quasi 2 milioni di bambini a causa di queste patologie, un’ingiustizia che Frigiola sta cercando di diminuire drasticamente attraverso la Onlus Bambini cardiopatici nel mondo perché sono i bambini il nostro futuro.

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