«Dal Comune dichiarazioni di stima all’Ente Farnese ma nessun coinvolgimento»

Il presidente Gentile all’assemblea: «Le nostre proposte cadute nel vuoto»

L’ente per la valorizzazione di Palazzo farnese e dei monumenti farnesiani ha superato gli ostacolo  dell’emergenza Covid-19 e sabato scorso alla Cappella ducale di Palazzo Farnese ha tenuto l’annuale assemblea nel corso della quale è stato riconfermato il generale Eugenio Gentile alla Presidenza e rinnovato il Consiglio direttivo, per la cui miglior conoscenza rimandiamo al precedente nostro articolo: https://www.ilpiacenza.it/attualita/il-generale-eugenio-gentile-confermato-presidente-dell-ente-farnese.html. Nei mesi scorsi l’Ente aveva rinunciato ai suoi compiti istituzionali per contribuire alle iniziative di solidarietà erogando 7000 euro a favore della Caritas diocesana.

La relazione del presidente è stata densa di dardi catapultati, con intento costruttivo, sul fronte dell’amministrazione comunale. Mi rattrista il fatto, ha detto Gentile, che l’Ente Farnese, il cui nuovo Statuto prevede che collabori con enti pubblici e privati nell’ambito della valorizzazione di Palazzo Farnese e dei monumenti farnesiani, non sia stato mai, e sottolineo mai, interessato, coinvolto, consultato specialmente dal pubblico per attività ed iniziative di alcun genere nel settore culturale, nonostante i bei discorsi e le espressioni pubbliche di apprezzamento e di elogio. Come dimostrato gigantescamente dall’incarico di Siena all’Arch. De Benedetti, responsabile della Fabbriceria del Duomo di Siena, che riguarda non solo il Duomo ma tutta una serie di immobili storici e di tutto quello che contengono, come ad esempio la Biblioteca. L’Ente Farnese al suo interno ha competenze e professionalità da mettere a disposizione, risorse alle quali l’Amministrazione comunale però non sembra interessata.

PALAZZO FARNESE

Sempre nel vuoto – ha proseguito Gentile - sono rimaste anche le esortazioni sulla sede dei matrimoni che per primo il senatore Spigaroli aveva rivolto affinché fosse dedicata altra sede, riservando a Palazzo Farnese l’esclusiva funzione di cittadella culturale, luogo senza alcun chiasso, senza alcuna folla rumorosa. Io stesso ho ripreso i festeggiamenti di un matrimonio, nel cortile del Palazzo, con bengala e altri fuochi, fumo e chiasso assordante. Personalmente la sala Pier Luigi la vedrei ricostruita con la scena del tirannicidio. Sarebbe un motivo di richiamo per i visitatori. Un altro tema, il posto ristoro, richiesta rimasta fino ad oggi nel vuoto; ma vi sono altre istanze e progetti proposti che non hanno trovato alcun consenso come il modello gigante del fegato etrusco, stilizzato ma comprensibile, da esporre in permanenza in piazza Cittadella o nel cortile di Palazzo Farnese. Sarebbe stato quasi interamente finanziato dalla Jobs che normalmente evitava qualsiasi sponsorizzazione.

LA CINTA MURARIA

All’avvio dei lavori per la pulizia radicale di bastione s. Sisto, appartenente al Demanio Statale, lavori finanziati dall’Ente Farnese, vi fu una cerimonia alla quale parteciparono il Sindaco, assessori e dirigenti, con discorsi appassionati, considerando il bastione un prezioso patrimonio del Comune. Dopo quel momento, ha proseguito Gentile, più nessun segno di vita.  Al termine della pulizia il bastione fu visibile in tutta la sua maestosa bellezza, senza la copertura totale della vegetazione che da decenni aveva invaso la struttura. Cosa è oggi bastione san Sisto? Un’area edificabile sulla quale spicca una trattoria, si chiama “La balera” con posti auto sempre sul bastione. Sembra lo stesso copione della vela blu su Bastione Borghetto. Cosa ha fatto il Comune perché fosse evitato questo scempio assoluto? Intorno, nuovamente tanta vegetazione spontanea e sulla strada sottostante una fila di autobus al capolinea che nasconde tutto. Bastione Campagna, del demanio comunale, è totalmente abbandonato dopo i restauri con denaro pubblico speso per valorizzarlo.

Gentile ha poi evidenziato il costante contributo dato alla scoperta-conoscenza e conservazione del Castello farnesiano e cortine di mura, dai militari di quello che oggi è il Polo di Mantenimento Pesante Nord rappresentato in assemblea dal Magg. Antonio Boemio, attraverso quanto scrisse il prof Armando Siboni, nel volume del 1988 sulle fortificazioni austriache a Piacenza: “Tutto sommato però, vista in un’ottica storico urbanistica, la resistenza dei militari ha favorito la conservazione della cinta, per probabilmente si sarebbe trasformata in uno dei tanti anonimi viali di circonvallazione che costellano le città italiane. Invece le nostre mura si sono conservate per più di un terzo del loro sviluppo per quanto gravemente compromesse, specie a nord, per la caduta del paramento esterno, dovuta all’incuria più assoluta e alla conseguente mancanza di un minimo di manutenzione”.

IN CORSO D’OPERA

La valorizzazione delle Colonne della Tagliata. E’ un progetto nato molti anni fa che ha ripreso vigore con il 2019 e, pur con la penuria di risorse finanziarie, sta procedendo attivamente con l’inserimento di un partner importante quale l’Università di Bologna, per merito di una docente piacentina, l’arch. Camilla Colla, che ha assegnato alla studentessa, Francesca Giovagnola la stesura di una tesi sulla colonna di via Colombo. La colonna è stata sottoposta a misurazioni, controlli chimici e fisici e più recentemente a misurazioni con laser scanner da parte dell’arch. Scaglia titolare di ARCHIHUB.  Durante i sopralluoghi eseguiti a luglio e settembre scorso, si è venuti a conoscenza che già nel 2011 i titolari del Centro commerciale “Porta san Lazzaro”, oltre a sostituire l’originaria recinzione con una nuova, avevano inviato alla Soprintendenza un progetto di restauro della colonna, senza però ricevere alcuna risposta.  Anche l’arch. Enrico De Benedetti, vicepresidente dell’Ente Farnese, ha recentemente elaborato - gratuitamente - un progetto per il restauro e la sistemazione della colonna, con i suggerimenti della Soprintendenza su un precedente progetto. E’ ancora in elaborazione “Un censimento dei monumenti farnesiani”, intendendo per monumenti non solo i cavalli del Mochi, ma ad esempio gli immobili e la cinta muraria. Il tutto dovrebbe originare un volume-guida del quale si sta occupando il socio Gen. Gennaro Di Lauro. Si sta infine progettando un’iniziativa per ricordare la battaglia navale di Lepanto, di cui ricorre il 450° anno. Il Presidente Gentile sarà tra i relatori del Convegno “I Farnese una grande dinastia: nascita, affermazione ed alleanze nella storia europea, programmato - emergenza sanitaria permettendo - a Palazzo Galli-Banca di Piacenza, nella giornata del 13 novembre.

L’architetto Marcello Spigaroli ha quindi riferito sulla ricerca in corso dei sotterranei di collegamento fra Palazzo Farnese e la chiesa di S. Sisto. Si tratta di un’iniziativa che doveva svolgersi in poco tempo, ma il ritrovamento di un’antica sepoltura ha causato la sospensione dei lavori di ricerca. Si è in attesa dello spostamento della tomba per poi riprendere il proseguimento dei lavori già autorizzati dalla Soprintendenza. La scoperta di nuovi collegamenti fra la cittadella viscontea e la cittadella medievale, ha stimolato l’interesse della Fondazione di Piacenza e Vigevano che ha avviato indagini geognostiche non invasive nel sottosuolo alla ricerca di nuovi reperti e testimonianze sulla Piacenza sotterranea.

In apertura di assemblea l’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi aveva portato il saluto del sindaco Patrizia Barbieri accennando anche a interventi realizzati in sinergia con le doti di capacità e passione espresse dell’ente Farnese. La relazione di Gentile, come si desume dai passi che abbiamo citato nella prima parte di quest’articolo, ha però evidenziato una situazione opposta, rafforzando il concetto con la frase “dobbiamo vincere una sindrome dei vasi non comunicanti, che ostacolano il dialogo con l’Amministrazione pubblica”, deplorando inoltre l’assenza di una manutenzione sistematica delle mura e mancanze nella comunicazione fra i diversi assessorati. Nessuna replica diretta da parte dell’assessore, ma una nota successiva all’assemblea a firma dei capogruppo di Lega, Fi e Fdi che indica le proposte “cadute nel vuoto”, risalenti alla amministrazione precedente e qualifica la relazione come giudizio di natura politica.

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