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Cane in attesa di adozione

Cane in attesa di adozione

«Drastico calo dei recuperi di cani abbandonati, ma 30% in meno di adozioni»

Gli effetti del lockdown e delle misure restrittive sull’attività dell’ultimo anno del canile di Montebolzone

Meno adozioni, ma anche un drastico calo dei recuperi di cani abbandonati: sono alcuni dei riflessi del lockdown e delle misure restrittive sull’attività 2020 del canile di Montebolzone di Agazzano, riferimento per 14 comuni del territorio piacentino, dislocati tra la Valtidone e la Valluretta. Duecento i posti presenti nella struttura - 150 quelli attualmente occupati - il cui ritmo annuale è stato sensibilmente modificato, non solo in negativo, dall'emergenza sanitaria. «Si è sentito spesso parlare di un aumento dei casi di abbandono di animali durante il lockdown, ma noi qui abbiamo avuto l’effetto contrario» spiega il responsabile Giovanni Peroni. «Prima ogni mese accoglievamo in media dai 20 ai 25 cani, di cui almeno la metà abbandonati, mentre nel 2020 siamo passati a una media di 6 -7 cani, quasi tutti muniti di microchip, smarriti o sfuggiti ai proprietari». Un dato significativo, forse generato da un cambiamento delle abitudini anche nei confronti degli amici animali. 

«Non saprei rispondere sul motivo effettivo, si possono solo fare supposizioni - commenta Peroni - forse i cani erano anche un modo per poter uscire a fare una passeggiata o trascorrere del tempo in giardino e questo può aver portato i proprietari a dare loro maggiori attenzioni e averne più cura. Se le ragioni fossero davvero queste non potremmo che esserne contenti». Dall’altra parte però le limitazioni hanno anche influito sul numero di cani adottati. «In media sono un centinaio all’anno, nel 2020 abbiamo registrato un calo di circa il 30%, anche perché nei periodi di “blocco” le persone non possono spostarsi e ci sono più vincoli da rispettare, come l’obbligo di prenotare la visita - aggiunge il responsabile del canile. «Inoltre, ci chiamano molto spesso per avere dei cuccioli, ma bisogna pensare che qui da noi ci sono tanti cani adulti, alcuni anziani, che possono dare altrettanta gioia e sono anche più semplici da gestire. Le persone tendono a credere che un “adulto” non sappia adattarsi al cambiamento, ma in realtà i cani imparano per tutta la vita, soprattutto quelli che arrivano da una struttura - dove ci sono delle routine prestabilite - e apprendono le novità molto più velocemente dei “piccoli”. Ci auguriamo che il calo delle adozioni sia solo temporaneo – conclude Peroni – e che tutto torni presto come prima».

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