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«Preoccupazione per la ripresa delle scuole a settembre: si pensi agli aspetti educativi e non solo sanitari»

Il comunicato a firma del Movimento di Cooperazione Educativa – Gruppo Territoriale di Piacenza e di Legambiente Piacenza

«Il 3 luglio scorso noi del Movimento di Cooperazione Educativa e di Legambiente  abbiamo organizzato un incontro  pubblico alla presenza di diversi docenti, genitori, alcuni Dirigenti Scolastici, i rappresentanti di sindacati, di amministratori di Agazzano e Carpaneto e dell’Assessore Papamarenghi. Noi sostenevamo l’urgenza di attivare un Tavolo Comunale e Provinciale di Riprogettazione e coordinamento sulla riapertura delle scuole a settembre. L’Assessore Papamarenghi aveva dichiarato la sua disponibilità  a convocare tale Tavolo, ma sono passati 20 giorni e ancora non c’è notizia della convocazione di questo tavolo». Inizia così il comunicato a firma del Movimento di Cooperazione Educativa – Gruppo Territoriale di Piacenza e di Legambiente Piacenza.

«Noi non ricerchiamo polemiche. A noi interessa essere propositivi e poter discutere delle cose che si possono fare per preparare il rientro a settembre. Purtroppo non possiamo fare a meno di rilevare che tanti soggetti che dovrebbero essere tra i primi a volere questo tavolo non ci risulta si stiano muovendo», si legge. «A settembre ci ritroveremo con le scuole prive dell’organico necessario e senza spazi pedagogicamente utili. Poiché non si tratta di misurare i centimetri in più o in meno per rientrare nelle misure delle linee guida,  ma occorre avere un’idea pedagogica che in base alla situazione data, permetta agli alunni e alle alunne di riprendere il loro percorso di crescita e formazione.  Occorre che nelle scuole si riprenda a ragionare sulle necessità pedagogiche degli alunni e non esclusivamente degli aspetti sanitari. Tutto sembra concentrato sullo spazio di cui c’è bisogno  per riempire di alunni le aule, ma gli alunni non sono statue ed hanno bisogno di potersi muovere e di potersi relazionare.  Invitiamo i genitori a preoccuparsi degli orari che le scuole proporranno,  che presumibilmente metteranno in difficoltà le famiglie, degli organici e degli spazi”umani” che gli alunni e le alunne avranno a disposizione. Non si può pensare ad un rientro a scuola nel quale viga unicamente la logica del distanziamento. Si tratta di programmare l’uso degli spazi all’aperto e di utilizzare le opportunità che il territorio offre».

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