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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Sviluppo e territorio / Bobbio

«Pug Alta val Trebbia: tra ritardi, informazione zoppa e vulnerabilità del territorio»

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’associazione Comitato Terme e Val Trebbia

«La consigliera regionale Piccinini, del Movimento 5 Stelle, ha constatato che pochissimi dei 46 comuni piacentini hanno concluso il Pug. Va aggiunto - interviene l'associazione del comitato terme Valtrebbia in una nota - che pochissimi sanno cosa sia il Piano Urbanistico Generale, strumento per la gestione, che si spera sostenibile, del territorio. Due alluvioni in 15 giorni, 18 vittime, 280 frane in 48 comuni, 23 corsi d’acqua straripati. La regione Emilia Romagna è stata tra le più colpite da eventi catastrofici nel 2023. L’aumento di alluvioni e frane del 22% rispetto all’anno precedente fa vedere quanto sia vulnerabile il territorio e l’urgenza di rendere attrezzate, resilienti, le aree in cui viviamo. Il Pug, voluto dalla legge 24/17 “Disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio” può essere l’occasione.

Il Pug dell’Alta val Trebbia, per i comuni di Ottone, Zerba, Coli, Cerignale, Bobbio e Cortebrugnatella è in ritardo. Iniziato nell’aprile 2021, ad ora ha prodotto il quadro conoscitivo, cioè l’analisi del territorio, da cui partiranno le proposte. Finché il Pug non sarà concluso ed approvato, si allungherà il periodo di transizione, in cui i vecchi Prg non sono più in vigore. I consigli comunali non possono adottare varianti, ma possono approvare l’espansione di aree produttive già esistenti. La legge 24/17 nata per fermare il consumo di suolo lascia maglie sufficientemente larghe per continuare a cementificare.

Il Quadro Conoscitivo, disponibile sul sito dell’Unione, è il punto da cui partire. E’ la ricognizione dei punti di forza e di debolezza di mobilità, lavoro, insediamenti, attività, paesaggio, situazione geologica. Descrive la situazione in valle: tasso di occupazione più basso della media provinciale, pendolarismo elevato, ridotta presenza di giovani, aree interne impoverite, abitanti in diminuzione costante, turismo di massa estivo. E ancora: mappe della pericolosità e del rischio idraulico e del dissesto dei centri abitati da Perino a Vesimo. Fa anche un elenco delle risorse, comprese le acque termali. Utile? Sì, perché render resilienti le zone in cui viviamo richiede a tutti consapevolezza del che fare. Soprattutto ai giovani che vivranno nelle condizioni create dal Pug. Utile, ma le 300 pagine lo rendono inavvicinabile se non sarà presentato, un capitolo alla volta. Alla conclusione del Pug mancano due passaggi essenziali, previsti dalla legge 24/17: le linee guida ed il coinvolgimento degli abitanti. Le linee guida sono gli obiettivi e le strategie che i sei sindaci intendono adottare nella gestione del territorio, a partire dai dati conoscitivi. Che azioni per agevolare le condizioni di lavoro? Si potrebbero creare condizioni per lavoro a distanza attrezzando spazi di coworking e cooffice. Si potrebbe ripensare l’offerta turistica orientandola verso un turismo lento, in grado di far conoscere le aree interne. Recuperare gli edifici dismessi degradati incongrui prima di costruirne nuovi, nei paesi e nelle frazioni. Estendere la raccolta differenziata nelle tante frazioni escluse. Smetterla di impermeabilizzare il suolo e scegliere materiali permeabili per strade piazze. Recuperare gli incolti. Agevolare l’accesso al fiume con servizi di navetta. Avviare la decarbonizzazione dei trasporti. Sviluppare comunità energetiche attorno al fotovoltaico. Finalmente: definire la destinazione d’uso dell’area di San Martino.

Quando i sindaci renderanno pubbliche le linee di intervento che intendono prendere? Saranno gli abitanti informati e messi in grado di valutare le scelte? Di valutarne la congruenza con i bisogni della popolazione e l’urgenza della sostenibilità? La legge prevede l’informazione tramite un responsabile della comunicazione e il coinvolgimento in assemblee pubbliche. Lo prevede, ma di fatto l’informazione non c’è, in nessuno dei sei comuni. C’è un modo di procedere trasparente che informa puntualmente e c’è un modo di silenziare tutto, chiamando la popolazione a scelte già fatte. La gestione del Pug farà vedere quanto gli amministratori siano all’altezza dei problemi».

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