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Cronaca Cerignale

In carcere il sindaco di Cerignale: «Asserviva la sua funzione pubblica agli interessi di Susino»

Massimo Castelli, storico portavoce della montagna e uno dei possibili candidati sindaco di Piacenza, si trova alle Novate. La Procura: «In cambio otteneva aiuti personali, familiari e legati alla sua attività politica»

Massimo Castelli, sindaco di Cerignale, si trova in carcere alle Novate dalla mattina del 10 febbraio, arrestato anche lui su ordinanza di custodia cautelare insieme ai sindaci di Bobbio e Corte Brugnatella nella maxi indagine per corruzione condotta dalla procura e dai carabinieri di Piacenza.

Il gruppo di imprenditori che secondo i pm dominava gli appalti pubblici dell’Alta Valtrebbia - in particolare Nunzio Susino - avrebbe coinvolto direttamente il sindaco di Cerignale e rappresentante nazionale dei piccoli comuni in Anci, nonché aspirante candidato sindaco di Piacenza per il centrosinistra. 

I pm tracciano un quadro pesante nei confronti di Castelli. Tramite il suo ruolo di sindaco, quindi di pubblico ufficiale, scrivono di lui nell’ordinanza di custodia cautelare: «asserviva la sua funzione pubblica agli interessi di Nunzio Susino e compiva atti contrari ai propri doveri d’ufficio». Questo «ricevendo la promessa o l’esecuzione di lavori pubblici non computati nei progetti ufficiali, ricevendo la promessa o l’esecuzione di lavori privati, per sé o per i familiari». Quello che avrebbe fatto è anche in ottica Elezioni Regionali 2020, dove era il candidato consigliere di “Emilia-Romagna Coraggiosa”: «Castelli – sostengono i pm - avrebbe ottenuto la promessa di essere sostenuto economicamente per la campagna elettorale». 

Cosa avrebbe fatto Castelli in cambio? Secondo la Procura avrebbe ricambiato «mediante una costante opera di intercessione ed ingerenza nell’assegnazione e nella gestione in frode degli affidamenti pubblici». Sia per quanto riguarda il Comune di Cerignale che per l’Unione Montana dell’Alta Valtrebbia. In pratica il sindaco si adoperava per agevolare l’assegnazione a questa ditta, a discapito degli altri. 

LA CENTRALINA IDROELETTRICA

Si parla di concussione in un’altra vicenda dell’agosto 2019. Castelli, scrivono i pm, «abusando del ruolo di sindaco e dei suoi poteri, costringe una persona a versare indebitamente a Nunzio Susino una somma di denaro, per i lavori della centralina idroelettrica di Cerignale». L’appalto era stato affidato alla “Ergonbluenergy Srl” e viene fatto subappaltare alla Susino, destinando anche alcune forniture alla AltaValtrebbia Scarl. «Castelli – si legge nell’ordinanza - sostituendosi alle figure tecniche del Comune, si occupa del cronoprogramma dei lavori e della loro esecuzione in prima persona, interfacciandosi direttamente con Susino». Castelli eserciterebbe «pressioni e pone in essere minacce al fine di indurre i responsabili di Ergonbluenergy Srl a pagare Susino». In tutto questo il sindaco farebbe eseguire anche alcuni lavori «senza affidamenti», in paese, a Susino, «alcuni dei quali in prossimità di edifici di sua proprietà o dei suoi familiari». In seguito la Ergonbluenergy Srl stacca alcuni assegni alla Susino (due da 12mila) e alla AltaValtrebbia Scarl (due da 18mila). 

LE CONDOTTE DELLA CENTRALINA

Sempre nell’ambito dei lavori alla centralina, Castelli si renderebbe protagonista di un altro episodio, in concorso con Lino Girometta, coordinatore per la progettazione dei lavori. Il sindaco, Girometta e l’imprenditore Nunzio Susino avrebbero indotto la ErgonBluenergySrl a fornire e posare condotte di dimensioni minori, «al fine di risparmiare sui costi e ottenere a proprio vantaggio lavorazioni estranee all’ambito d’appalto». I tre sarebbero perciò indagati per frode nelle opere pubbliche. 

IL RISTORANTE DI FAMIGLIA

Com’è noto, la 93enne madre di Castelli gestisce un ristorante-albergo a Cerignale. Il sindaco – sostengono i pm - «con artifici e raggiri consistiti nella produzione di una fattura per operazioni inesistenti fatta emettere da Susino» induce in errore la Camera di Commercio sull’effettivo svolgimento di alcuni lavori nell’attività familiare. L’ente camerale stanzia infatti un contributo da 4mila euro con un bando per il turismo rivolto alle attività commerciali delle zone di montagna. Questi lavori si sarebbero dovuti svolgere entro il giugno 2019. Castelli avrebbe chiesto il 28 giugno di quell’anno a Nunzio Susino di emettere una fattura per 8500 euro per tinteggiature e lavori edili. I lavori non verranno mai fatti. Il sindaco, per questo, è accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. 

IL “B&B” DELLA FIGLIA 

Più o meno la stessa cosa - sempre secondo gli inquirenti - capitò con il “B&B” gestito dalla figlia. Il contributo ottenuto dalla Camera di Commercio, stavolta, è di 1280 euro. Anche in questo caso il sindaco sarebbe intervenuto con «artifici e raggiri consistiti nella produzione di una fattura per operazioni parzialmente inesistenti (una sovrafatturazione)». Questo volta Castelli avrebbe ottenuto «lavori di falegnameria di importo maggiorato». 

LE STRADE DI CERIGNALE

Altre accuse lo coinvolgono: falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il responsabile dei lavori pubblici dell’Unione Montana dell’Alta Valtrebbia avrebbe effettuato per suo conto false attestazioni nei verbali di inizio, stato avanzamento e fine lavori su 33mila di lavori su strade. 

LE ELEZIONI A MARSAGLIA

Inoltre Castelli, sempre secondo la Procura, sarebbe stato al corrente del tentativo di corruzione che Susino e il candidato sindaco (poi eletto) Mauro Guarnieri avrebbero esercitato per vincere le Elezioni di Corte Brugnatella del 2019.

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