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Toro infuriato uccise due uomini a Ferriere: allevatore assolto dall’accusa di omicidio colposo

E' stato assolto, perché il fatto non costituisce reato, l'allevatore proprietario del toro che, nell'ottobre del 2011, uccise due uomini in un pascolo a Rompeggio, vicino a Ferriere

Il toro abbattuto a Ferriere dopo l'episodio

E’ stato assolto, perché il fatto non costituisce reato, l’allevatore proprietario del toro che, nell’ottobre del 2011, uccise due uomini in un pascolo a Rompeggio, vicino a Ferriere. L’uomo, Gianluigi Ferrari, era accusato di omicidio colposo plurimo. Il giudice Maurizio Boselli ha ritenuto che l’allevatore potesse non conoscere la pericolosità del toro. Una pericolosità che, invece, ha sottolineato il pm Antonio Rubino, secondo il quale l’allevatore avrebbe dovuto predisporre adeguate accortezze. Il pm aveva chiesto due anni di reclusione.

La tragedia era avvenuta il 5 ottobre del 2011 a Rompeggio di Ferriere. A perdere la vita furono Sergio Bisi, 64 anni di Rompeggio, e Filippo Preli, di 60 residente a Casalcò. Secondo i testimoni sentiti in aula durante le varie udienze del processo, il toro era conosciuto per la sua aggressività, in particolare dagli abitanti del comunello in Alta Valnure.

L’avvocato Franco Livera, difensore di Ferrari, ha detto che tenere toro al pascolo è consentito e non esistono norme speciali che prevedano cautele particolari. O ci sono elementi per cui animale è considerato aggressivo, o si è tratta di un evento è imprevedibile. «Il quadro indiziario sull’eventuale colpevolezza dell’allevatore, che sarebbe stato a conoscenza della pericolosità del toro, sapeva è stato debole. Nessuno, però lo ha avvisato. E un’altra prova a suo favore è che lui stesso, dopo l’aggressione, ha cercato di fermare il toro ed è rimasto anche ferito.

I famigliari delle vittime si erano costituiti parte civile con gli avvocati Romina Cattivelli e Luigi Salice. Dopo un accordo raggiunto dalle parti sul risarcimento, la parte civile è stata revocata in udienza.

Quel giorno, il toro, insieme con alcune vacche e altri animali era al pascolo a Rompeggio. L’area del pascolo, che è libero, era recintata con il filo spinato. Il toro aggredì con furia i due uomini facendo, purtroppo, perdere loro la vita. Quando l’allevatore intervenne, venne anche lui attaccato dal toro e ferito. L’uomo era insieme con la sorella e la mandò subito a chiedere aiuto. Rimasto ferito, si riparò in un anfratto per sfuggire alla violenza dell’animale, un toro di razza Piemontese. Vennero avvertiti i carabinieri di Bobbio che avviarono le indagini e denunciarono l’allevatore alla procura, che ne chiese il rinvio a giudizio.

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