«Bene il terzo posto ai Borghi più belli d'Italia ma Bobbio aveva le carte in regola per salire sul gradino più alto»

«Il terzo gradino del podio su cui è salito Bobbio non mi è parso un giusto piazzamento, il nostro borgo città d’arte, aveva tutte le carte in regola per "salire" sul primo gradino, vedersi messa al collo la medaglia d'oro»

Bobbio

Da oltre mezzo secolo, coltivo la passione e il piacere dello "scrivere". Mi sento un "artigiano" del settore, mettendo bianco su nero come "libero pensatore" convinto che, come dicevano gli antichi romani, "le parole volano gli scritti restano" a testimonianza. Pagandone un prezzo alto, non volendo essere a libro paga di nessuno e tanto meno giullare di qualcuno, dico, come ho sempre fatto, la mia sulle problematiche di Bobbio, la mia città.

Il terzo posto conquistato nel concorso promosso da Rai 3 sui Borghi più belli d'Italia mi ha dato gioia e fatto piacere: ancora una volta non mi sono sbagliato ad avere definito Bobbio realtà straordinaria e luogo magico che corre il rischio, come succede, che la quando la possiedi ci fai abitudine e assuefazione. Il terzo gradino del podio su cui è salito Bobbio non mi è parso un giusto piazzamento, il nostro borgo città d’arte, aveva tutte le carte in regola per "salire" sul primo gradino, vedersi messa al collo la medaglia d'oro. La mia non è assolutamente una critica sterile né tanto meno in odore di un facile e demagogico campanilismo. La realtà storica, la bellezza dei monumenti, la generosità della natura sono lì da anni a testimonianza inconfutabile, a "raccontarla tutta".

Da ormai tre lustri "vivo" Bobbio, nessuna paura di esagerazione definire qui, riposa San Colombano "un luogo Magico". Un crogiuolo in cui si è realizzato l'incontro e la fusione di aspetti, di componenti diverse: il divino, il soprannaturale, il naturale, la fede i suoi abitanti, l’umanità presente sul territorio che l’ha vissuta di cui si vivono le tante preziose eredità materiali ideali. Bobbio e San Colombano, possono stare insieme e tranquillamente seduti alla tavola della Storia con gli stessi diritti di Cassino e San Benedetto, di Assisi e San Francesco, di Cascia e Santa Rita, la serie A delle tante meraviglie e bellezze italiane dove natura e fede si amalgamano.

Il monaco irlandese vestito di bianco, dopo avere attraversato in lungo ed in largo tutta l' Europa, avere visto e visitato un’infinità di luoghi, penso che arrivato a Bobbio abbia mormorato: " che bel posto, mi fermo qui. Cosi è stato e a Bobbio ci dorme il suo sonno eterno. Per venire al dunque mi è piaciuta la considerazione dell'Architetto Manuel Ferrari perché l'ennesimo treno che gli passa sui piedi, Bobbio non lo perda; ha scritto anche " Bobbio ha un altissimo valore, il Museo della Cattedrale è una nuova vetrina agli occhi dell'Italia, ma c'è molto da lavorare". Una volta tanto sarebbe giusto non l'accontentarsi del piuttosto che niente è sempre meglio piuttosto. Convincersi che scrigno è Bobbio, finalmente convincersi della "ricchezza" che ci troviamo da maneggiare meritevole di non essere spesa o dilapidarla . andando, magari, a vedere dove tante iniziative sono state innovative e coraggiosamente prese.

Bobbio è stato un faro di civiltà e di cultura, ma la luce si è andata sempre più affievolendo. E' ancora tranquillamente in gioco, forse cambiare registro non servirà molto alla mia generazione, sicuramente ai più giovani.  Tutto può essere ancora ripreso, senza prescindere dal detto "tutti per uno, uno per tutti" e cancellando l'altro "ognuno per se, Dio per tutti". Dio disse anche aiutati che ti aiuterò. Non bastano i Comitati promotori o scientifici: risultati si costruiscono passo dopo passo, giorno per giorno, ma fare le cose in casa non serve, servono professionisti ed uno sforzoperché i riflettori restino sempre accessi.

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