«La Resistenza e la lotta partigiana al nazifascismo ebbero una dimensione europea»

In Sant’Ilario un convegno sugli anni della Seconda Guerra Mondiale e la presentazione del libro “Comandanti partigiani giunti da lontano”

(Foto Passerini)

Si è tenuta all'Auditorium comunale di Sant'Ilario la conferenza sul tema Comandanti partigiani venuti da lontano, con riferimento alla presentazione del volume con il medesimo titolo redatto da Gian Luigi Cavanna e Romano Repetti per i tipi di Pontegobbo. Alla presenza di un folto pubblico il presidente provinciale dell'ANPI Stefano Pronti ha inquadrato il risultato della ricerca nei contributi storiografici dell'ultimo decennio, sulla valorizzazione della memorialistica e con nuove indagini storiche su fonti documentarie e ha evidenziato la funzione della trasmissione della memoria dei valori e dei personaggi della Lotta di Liberazione da parte dell'ANPI nella prospettiva degli alti principi costituzionali. Ha ringraziato e menzionato i partigiani presenti (Gallarati, Sesenna, Avogadri, Cravedi, Covati, Manzini, Fumi) e in particolare le figlie dell'Istriano (Ernesto Poldrugo) cui Piacenza deve sempre tanto: Loredana con il figlio Valerio, Josiane, Lorena, che già erano state presenti a una manifestazione ANPI al Comune di Bettola.
Claudio Silingardi, Direttore dell'Istituto Nazionale Parri (già INSMLI) di Milano, ha descritto in sintesi le Resistenze europee al nazifascismo dalla Norvegia alla Grecia sorte già nel 1941 e si è soffermato su quella italiana formatasi dopo l'8 settembre 1943, con lo sfaldamento dell'esercito italiano, catturato e deportato e con la simultanea occupazione del suolo parte da parte dei tedeschi. Gli italiani sorpresi in divisa e antitedeschi sui fronti orientali, partecipi delle resistenze europee, furono quasi 70.000, con rilevanti presenze in Jugoslavia e Albania. Fulgidi esempi di fedeltà all'Italia da redimere furono le divisioni a Cefalonia, Corfù e Kos.
Romano Repetti ha registrato sul versante piacentino 40 comandanti di diverso livello provenienti da 10 paesi, prevalentemente russi, che provenivano dai campi di concentramento di ufficiali di Veano, Rezzanello e Cortemaggiore (britannici, greci e slavi); i militari tedeschi passati in Resistenza furono i più numerosi in seconda posizione. Citando lo studio pubblicato (Comandanti partigiani venuti da lontano) sono emersi come comandanti richiesti, approvati e stimati dai giovani piacentini renitenti e resistenti, lo sloveno Gaspare Camernic, il Montenegrino Dusan, l'inglese Mackenzie, lo slavo Gravaz, il greco Spanoyannis, ma sopra tutti l'italiano di Pola Ernesto Poldrugo, detto Istriano, che si distinse da tutti gli altri per le capacità operative, per una umanità fraterna, per una sodalità sincera, per una determinazione positiva anche nelle estreme difficoltà. Ha ricordato che nel dopoguerra tutti questi conduttori della lotta di liberazione sono stati emarginati, se non penalizzati, e costretti a emigrare in altri Paesi e luoghi.
La parola è passata a quei partigiani che hanno ricordato Istriano come ottimo comandante: Renato Cravedi, Mino Avogadri, Agostino Covati, che hanno rievocato episodi e incontri di autentica storia.
Nelle conclusioni è stato portato il saluto dell'Amministrazione Comunale, essendo il Sindaco avv. Barbieri impegnato nella contemporanea manifestazione sui Caduti e Dispersi davanti al monumento principale e in S. Francesco, dal Consigliere Comunale Nelio Pavesi, che ha ricordato il suo stretto parente ucciso proditoriamente presso Coduro di Fidenza e che ha auspicato che nel tempo presente non si devono dimenticare i sacrifici estremi di chi ha dato tutto per la libertà, di cui oggi tutti godiamo. Alla fine è stata invitata a parlare la figlia primogenita di Istriano, che ha dichiarato di essere fiera di avere avuto un padre così generoso nella lotta di liberazione e così seguito e contenta di essere nella terra in cui lui ha lasciato un importante esempio di valori umani ed etici.

IL LIBRO DI GIAN LUIGI CAVANNA E ROMANO REPETTI
“Comandanti partigiani giunti da lontano, Istriano, Gaspare, Montenegrino, Capitano Mack, Giovanni lo Slavo, il Greco e persino ex militari della Wermacht fra i partigiani piacentini”.

Collana I girasoli
Formato 14x21,5
Pagine 312
ISBN 978-88-96673-78-2
Edizioni Pontegobbo
Prezzo € 16. 

Un maresciallo di marina giunto da Pola sull’Appennino emiliano-ligure, un ufficiale sloveno confinato in provincia di Piacenza, due ufficiali montenegrini, un capitano britannico, un sottufficiale greco, sfuggiti il 9 settembre 1943 dai rispettivi campi di prigionia, furono fra gli iniziatori del movimento partigiano piacentino, caratterizzandolo con la propria cultura militare e personalità. Assieme a loro, disertando o sottraendosi al controllo dell’esercito hitleriano, finirono per schierarsi a fianco dei partigiani piacentini oltre seicentocinquanta combattenti provenienti da dieci diverse nazioni europee: cittadini dell’Unione sovietica nella grande maggioranza, poi jugoslavi, polacchi, britannici, greci e anche più di cinquanta soldati tedeschi, fra cui due ufficiali. 
Il volume, strutturato in sette monografie - tra cui quella di ‘Istriano’, protagonista anche della liberazione della Liguria - ricostruisce non solo i frangenti della lotta partigiana in cui si distinsero comandanti e combattenti giunti da lontano, ma anche i contrasti, di natura politica o personale, in cui furono coinvolti.
Un’opera quindi che richiama un connotato fondamentale della lotta contro il nazifascismo: la sua solidale dimensione europea. 

I titoli delle monografie:

I - Il comandante Istriano e la Brigata Garibaldi di manovra “Caio”
II - Lo sloveno Gašpar Čamernik e la sua banda in alta Val Trebbia
III - Montenegrino e la Brigata “Stella Rossa” in Val Nure
IV - Il capitano Mack e gli ufficiali inglesi internati nella piacentina Veano 
V - Giovanni lo Slavo e la lotta partigiana in Val d’Arda
VI - Il Greco in alta Val Tidone e Oltrepò pavese 
VII - Partigiani di dieci Paesi stranieri nel territorio Piacentino 

GLI AUTORI:

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GIAN LUIGI CAVANNA si dedica da anni allo studio delle vicende resistenziali del piacentino e dei territori limitrofi, interesse che ha radici nella memoria del padre partigiano. Ha ricoperto incarichi in Anpi e Isrec di Piacenza, partecipando ad iniziative di ricerca storica. Ha collaborato con il Museo della Resistenza piacentina.
ROMANO REPETTI, laureato in Scienze Politiche, membro della presidenza dell’Anpi di Piacenza, è autore del volume “Sindaci senza Partito - Vita politica ed amministrativa a Piacenza dopo la svolta del 1994”, di saggi e articoli sulla Resistenza piacentina, di ricerche e relazioni a convegni sulla storia italiana e piacentina del Novecento.

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