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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cultura

«Pietro Giordani persona di spicco della cultura italiana. Serve un evento per celebrarlo»

La Dante e la Famiglia Piasinteina hanno ricordato la multiforme attività letteraria di Pietro Giordani che fu tra i protagonisti della cultura italiana d’inizio Ottocento

Il letterato piacentino Pietro Giordani (1774 – 1848), figura emerita tra le più significanti della cultura italiana della sua epoca - al quale la città di Piacenza nel 1887 ha dedicato la strada che da piazza S. Antonino porta al Pubblico Passeggio e nel 1893 la scuola elementare sull’area che già era stata del convento di San Sisto – è stato ricordato dal Comitato piacentino della società Dante Alighieri e dalla Famiglia Piasinteina, nella sede di quest’ultima. Il “tempio” del dialetto piacentino ha di buon grado ospitato la conferenza tenuta da Padre Stelio Fongaro sull’illustre letterato che ebbe avversione dei dialetti giudicandoli privi di dignità letteraria e di ostacolo alla diffusione della cultura.

giordani_185d49f482d0e118d928168ede995943-2Pietro Giordani nasce il 1° gennaio del 1774 a Piacenza. Trascorre un'infanzia molto travagliata a causa di vari problemi di salute e danneggiata dai rapporti poco stabili con i genitori; mette però presto in mostra una eccezionale capacità di apprendimento, anche nell'ambito delle scienze matematiche. Frequenta corsi di filosofia poi, asseconda la volontà del padre, si iscrive a Giurisprudenza, laureandosi nell'estate del 1795. Avviato alla pratica legale contro voglia, sempre su impulso della famiglia, il 1° gennaio del 1797 entra in un ordine religioso. Consegue il suddiaconato, vive nel monastero benedettino di San Sisto dove si rende conto che la vita monastica non fa al caso suo. Torna a dedicarsi alla lettura dei classici ma non ha più la possibilità di rientrare in famiglia; trova allora alcuni impieghi minori offertigli dall'amministrazione napoleonica. Nel 1802 su sua richiesta è ridotto allo stato laicale dalla Santa Sede. Nel 1807 scrive un Panegirico alla sacra Maestà di Napoleone e l'anno dopo ottiene la carica di protosegretario dell'Accademia di Belle Arti di Bologna che deve lasciare nel 1815, con l'avvento della Restaurazione, a causa delle sue idee liberali. Nel 1817 inizia un rapporto epistolare con Giacomo Leopardi cui fa visita nel settembre 1818 accompagnandolo, nel suo primo viaggio fuori di Recanati, a Macerata. Fu Giordani che incoraggiò e favorì la conoscenza del recanatese negli ambienti culturali e i due ebbero grande stima e affetto l'uno per l'altro.

In seguito si trasferisce a Firenze, dove può godere dell'ammirazione delle principali istituzioni del posto, dalla Colombaria alla Crusca, passando per i Georgofili e l'Accademia pistoiese, ma anche di numerosi uomini di cultura. Morì a Parma la notte dall'1 al 2 settembre 1848: contrariamente alle sue richieste, ricevette funerali solenni e fu sepolto nella parte del cimitero cittadino riservata agli uomini illustri.

Padre Fongaro oltre che illustrare di Giordani i riferimenti biografici, la corposa bibliografia e la multiforme attività svolta, si è soffermato sulla sua figura di educatore, letterato ed epigrafista. Ne ha tracciato la personalità culturale moderna e di stimolante protagonista della cultura d’Inizio Ottocento quando l’eredità illuministica si andava incontrando e scontrando col mondo neoclassico, mentre all’orizzonte si profilava il Romanticismo.

Pagine scelte dalle opere di Giordani sono state lette con efficacia dal presidente della Dante piacentina dottor Roberto Laurenzano. Tra queste il discorso che Giordani tenne agli studenti dell’Accademia di Belle Arti in Bologna (24 luglio 1811), quando trattò dei due dipinti che si trovano nella chiesa piacentina di San Giovanni in canale. Uno, di Vincenzo Camuccini, illustra la Presentazione di Gesù al Tempio e l’altro, di Gaspare Landi, raffigura la Salita al Calvario. Altrettanta efficacie la lettura di Laurenzano e il commento di Padre Fongaro di alcune epigrafi dedicate ai concittadini illustri scelte tra 352 iscrizioni composte dal Giordani pubblicate nelle antologie.

La conferenza molto partecipata da numeroso pubblico (presenti tra gli altri l’Assessore alla Cultura Massimo Polledri, il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Caruso, il T. Col. Rossi del 2° Reggimento Pontieri), e il generale Eugenio Gentile presidente dell’Ente Farnese. Non è stata un semplice ricordo commemorativo, ma un invito alle istituzioni pubbliche a considerare l’opportunità di un evento volto a rinverdire la personalità versatile dello scrittore piacentino ricordato soprattutto come stilista e purista restauratore dello stile illustre nella prosa.

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