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I vini dei Colli Piacentini a "Good": 50 tour operator stranieri alla ricerca di vini e prodotti Dop di qualità

La visita di 50 grandi operatori internazionali per conoscere le straordinarie ricchezze eno-gastronomiche delle Province lungo la via Emilia

50 grandi operatori internazionali per conoscere le straordinarie ricchezze eno-gastronomiche delle Province lungo la via Emilia. Due giorni intensi nei quali anche i vini Doc piacentini sono stati protagonisti “anche se il tour – commenta il Presidente del Consorzio dei vini Doc colli piacentini Roberto Miravalle- in realtà si è fermato nel parmense con la serata conclusiva che si è svolta presso la Corte Pallavicina, a Polesine Parmense, capitale del culatello di Zibello”.

Promossa dall’ATP dell’Emilia Romagna l’iniziativa che ha condotto in Regione gli operatori, è stata caratterizzata da un grande cooking-show presso l’Alma di Colorno e poi la serata a Polesine, “con i vini dei Colli piacentini, unici presenti, con Malvasia, Gutturnio, come da protocollo di comunicazione della Regione- dice Miravalle- e molto Ortrugo, assai apprezzati i nostri vini, discussi e grandi ambasciatori della nostra terra.” La Regione, è intervenuta con gli assessori Simona Caselli (Agricoltura che in precedenza era intervenuta per un saluto anche al Mare di Sapori a Piacenza), Andrea Corsini (Turismo) e con Emanuele Burioni, direttore dell’ATP regionale; i rappresentati istituzionali hanno descritto l’impegno della Regione per attivare un flusso turistico internazionale focalizzato sulle eccellenze agroalimentari regionali.

“I colli Piacentini hanno proposto- chiarisce Miravalle- Malvasie e Ortrugo (spumanti e frizzanti) con gli aperitivi, rafforzati dal Gutturnio frizzante e superiore a tavola. Grande curiosità e apprezzamento per il Malvasia e inaspettatamente alto per l’Ortrugo. Abbiamo parlato- riferisce il Presidente Miravalle- con americani, inglesi, tedeschi, giapponesi, poiché i presenti erano lì per informarsi, capire e valutare.  Vini piacentini promossi in pieno, proprio perché legati al cibo emiliano di gran classe. Perché l’abbinamento era con culatello di Zibello, Prosciutto di Parma rigorosamente tagliato al coltello, Parmigiano vacche rosse e Parmigiano di collina vacche bianche, e finger food d’autore preparati dall’Associazione Chef to Chef.

Qualche considerazione: un doveroso grazie alle Aziende che inviano vino di qualità per queste manifestazioni. Che non era prevista, ma abbiamo potuto realizzarla bene attingendo alla piccola riserva realizzata grazie alle risposte generose delle Aziende. L’inclusione di Piacenza di fatto è merito vostro. Il Consorzio sarebbe stato ben poco efficace supportato da 4 volantini. Il buon vino ha fatto la differenza. Servito accuratamente dai nostri bravi sommeliers. Accettazione alta del Gutturnio frizzante (definito spesso” Lambrusco superiore”). Da rimarcare lo stupore per le Malvasie (spumanti o frizzanti nelle versioni da tavola). Sorpresa positiva proprio per l’aromaticità. Da notare che se la mescita con “bollicine” avveniva da bottiglia champagnotta o dalle recenti forme impiegate sempre più per il Gutturnio (basse e tonde) non c’erano reazioni di meraviglia. Solo per le bordolesi! Effettivamente solo l’Emilia o quasi, produce frizzanti, ma solo il piacentino impiega bordolesi anche per i frizzanti. Indicazione già emersa nel corso degli incontri con i buyers giunti a Piacenza con il progetto Vento d’Expo. Rimane una efficace indicazione per chi è orientato all’export".

"Ora - conclude Miravalle- si tratta di tener strettamente monitorati gli sviluppi a Bologna. Alcuni operatori hanno fatto specifiche domande sulla capacità delle nostre cantine di accogliere visitatori. Altri hanno fatto specifiche domande su aspetti commerciali presentandosi come “anche” importatori o distributori di vino italiano. Il seme è stato buttato. E’ anche l’epoca giusta”.

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