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Lo stabilimento della Gam Raccordi. Sotto da sinistra: Bernazzini, Carini, Cigatta

Lo stabilimento della Gam Raccordi. Sotto da sinistra: Bernazzini, Carini, Cigatta

La Gam Raccordi chiude a Gazzola e trasferisce la produzione a Stradella

I sindacati: «Amareggiati. Novantacinque lavoratori costretti a cambiare sede di lavoro, tanti vivono in alta Valtrebbia. Chiederemo alla proprietà di mettere in campo tutte le azioni che permettano di sopperire al disagio dei dipendenti»

Ci sono 95 lavoratori il cui futuro e quello delle loro famiglie si tinge di grigio. L’azienda per cui lavorano, la “Gam Raccordi” di Gazzola sarà assorbita, in seguito a fusione nella “Piana” di Stradella (Pavia), acquistata nel 2017 dal gruppo “Officine Meccaniche Righi” che ha sedi a Borgonovo e Castelsangiovanni. Il trasferimento inizierebbe il 12 aprile per concludersi a luglio. «Dal punto di vista legale è tutto regolare - dicono Marco Carini, Gigi Bernazzani e Andrea Cignatta, rispettivamente di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil -. Con i venti giorni previsti l’azienda ha comunicato formalmente la decisione di chiudere lo stabilimento piacentino per trasferire la produzione a Stradella, più grande e più recente, in grado di assorbire anche le linee della Gam». Così 95 dipendenti, un’ottantina di operai e i restanti impiegati, sarebbero costretti a cambiare sede di lavoro. «Molti di loro vivono a Bobbio, altri a Marsaglia e il trasferimento da casa fino a Stradella andrà ad incidere negativamente anche sulle loro famiglie», dicono Carini e Bernazzani, annunciando le conseguenze di questa «doccia fredda per il tessuto industriale piacentino». Con Cignatta si dicono «allibiti e amareggiati dal metodo: se ne poteva parlare prima e con gradualità. Ci sono sempre state relazioni e confronti che poi si sono deteriorati».

Un primo incontro tra parti sindacali e azienda c’è stato e un secondo è previsto per il 29 marzo. «Le motivazioni che hanno portato la proprietà a questa decisione sarebbero quelle di una razionalizzazione, portando la produzione in un’unica sede e quindi risparmiando sui costi. Al di là di tenere aperto lo stabilimento di Gazzola chiederemo di mettere in campo tutte le azioni che permettano di sopperire al disagio dei lavoratori che si sono trovati in questa voragine». Gam Raccordi” avrebbe garantito a tutti i dipendenti il trasferimento nello stabilimento di “Piana”, in provincia di Pavia ma questa volontà «sarà misurata dai sindacalisti nell’incontro del 29 marzo e in quelli successivi, anche osservando gli strumenti che l’azienda metterà in campo per andare incontro ai lavoratori e ridurre in loro l’impatto di questa situazione». Un’ipotesi potrebbero essere quelle dei pullman da e verso la sede di lavoro.

L’azienda di Gazzola è una delle tante nella nostra provincia che opera nel settore dell’oli & gas «ma che vanno bene ce ne sono poche. Il settore, come tanti altri, sta affrontando un periodo non brillante anche se alcune figure professionali potrebbero essere ricollocate» - è stato detto nella conferenza stampa convocata dalle sigle sindacali. «E’ stata presa una decisione drastica – concludono Carini, Bernazzini e Cignatta - senza prendere in considerazione la sensibilità nostra e dei lavoratori».

Conferenza Gam Gazzola-2

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