Farmacie in sciopero. Laneri: «La Regione non rispetta accordi su distribuzione diretta dei farmaci»

Serrande abbassate dalle 8,30 alle 12,30 del 26 gennaio. Federfarma Piacenza: Chiudiamo un giorno, per non chiudere per sempre. Perché una farmacia senza farmaci non ha senso di esistere e perché vogliamo continuare a garantire al cittadino un servizio professionale e accessibile, sempre

Giovedì 26 gennaio dalle 8,30 alle 12,30 tutte le farmacie private della Regione Emilia Romagna chiuderanno per sciopero, per rivendicare il proprio ruolo nel Sistema Sanitario Nazionale e in segno di protesta contro l’aumento della “distribuzione diretta” dei farmaci nella farmacia ospedaliera.
«La distribuzione diretta, costantemente cresciuta, in particolare nella nostra regione, in questi ultimi anni, - scrive in una nota Roberto Laneri, presidente Federfarma di Piacenza - costringe il cittadino a ritirare i farmaci, facilmente reperibili in tutte le farmacie sparse sul territorio, presso le farmacie ospedaliere, difficilmente accessibili per molti pazienti e con orari e giorni di apertura ridotti. Questa politica regionale del farmaco non tiene conto dei costi di distribuzione e dei numerosi disagi creati all’utenza in termini sia economici che di tempo».

Prosegue Laneri: «E’ mai capitato a voi o ad un vostro amico o parente di rimanere ore in attesa dei propri farmaci presso le farmacie ospedaliere? Le farmacie garantiscono ai cittadini ogni giorno un servizio capillare dalla grande città al piccolo centro rurale, in cui operano professionisti che dispensano – insieme ai farmaci – servizi (ad esempio CUP – Campagne di Screening ) gratuiti per il cittadino, consigli e informazioni per la salute. Continuando con questa politica tutto questo per noi e i nostri dipendenti non sarà più sostenibile».

«Eppure - si legge nella nota di Federfarma Piacenza - l'alternativa al medesimo costo, se non inferiore, esiste. La Regione Emilia Romagna ci riconosce questo ruolo e nel giugno 2014 ha stipulato con le farmacie pubbliche e private un accordo che permettesse di unire vantaggi economici e servizio ai cittadini: la Asl acquista i farmaci (avendo un maggior potere contrattuale con le case farmaceutiche) e le farmacie li distribuiscono. Questo accordo – che garantisce risparmio di costi e trasparenza della spesa, senza rinunciare alla qualità del servizio – è stato però disatteso. Per questo, dopo mesi di inutile trattativa con le istituzioni, chiudiamo le farmacie in segno di protesta. Chiudiamo un giorno, per non chiudere per sempre. Perché una farmacia senza farmaci non ha senso di esistere e perché vogliamo continuare a garantire al cittadino un servizio professionale e accessibile, sempre. Il servizio viene comunque garantito dalle farmacie aperte per turno. Scusateci per l’eventuale disagio arrecato».

FARMACIE DI TURNO A PIACENZA: ORARI E INDIRIZZI

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