Donini in commissione: «Dati buoni ma non possiamo abbassare la guardia»

In Regione le opposizioni chiedono chiarimenti sulla riattivazione delle prestazioni sanitarie ordinarie e sul numero di tamponi effettuati; per la maggioranza è necessario investire sulla sanità territoriale e monitorare i settori lavorativi a rischio

Raffaele Donini

“La situazione è sotto controllo, anche se il virus ancora circola: negli ultimi giorni i dati fanno ben sperare (nessun decesso da sei giorni), anche se siamo ancora lontani dal contagio zero, l’impatto attuale del virus sul sistema sanitario è moderato, sono pochi i ricoverati (meno di dieci in terapia intensiva)”.

L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, è intervenuto in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Ottavia Soncini, sulla situazione Covid-19 in Emilia-Romagna.

L’assessore ha poi spiegato che nelle prossime settimane saranno effettuati tamponi nasofaringei a tutti i lavoratori dei comparti della logistica e della lavorazione carni (evidenziando comunque che “non ci sono rischi per chi consuma carne”). Doppio tampone anche per chi arriva da paesi extra Unione europea. Donini ha riferito che è anche prevista una stretta sul rispetto dell’isolamento fiduciario, con la possibilità di attivare soluzioni alternative come gli alberghi nel caso di contesti abitativi inadeguati.

Ha poi dichiarato che dall’inizio dall’epidemia in regione sono stati effettati circa 500 mila tamponi e 200 mila test sierologici.

Per Manuela Rontini (Pd) il sistema sanitario regionale è oggi in grado di affrontare nuove situazioni emergenziali, “ha la capacità di reagire”. Per Giuseppe Paruolo, sempre del Pd, in questa fase diventa utile “lavorare di più sul territorio, sui medici di famiglia e sul funzionamento dell’igiene pubblica”. Il consigliere ha poi chiesto, sullo stesso tema, di potenziare la dotazione tecnologica delle strutture sanitarie della regione.

“In questi ultimi mesi troppi annunci che non si sono poi concretizzati, come quelli sull’attività di screening”, Daniele Marchetti (Lega) critica l’operato dell’assessorato. Per il consigliere il numero di tamponi effettuati non corrisponde a quelli annunciati. Il consigliere ha poi lamentato ritardi sulla riattivazione delle prestazioni sanitarie sospese nella fase dell’emergenza, “come nel punto di primo soccorso di Vergato, nel bolognese”. Anche Valentina Stragliati, sempre della Lega, è intervenuta sul tema sei servizi sospesi: “Nel piacentino c’è preoccupazione per i punti di prima emergenza di Fiorenzuola e Castel San Giovanni, attivi solo 12 ore al giorno, con la conseguenza che parte del carico di lavoro viene dirottato sulla città”. Per la consigliera “c’è il rischio che gli ospedali periferici non ritornino alla piena operatività”. Anche Michele Facci (Lega) ha citato i problemi a Vergato, ribadendo la necessità “di potenziare la sanità di prossimità”. Il consigliere ha poi parlato delle criticità (sulle prenotazioni delle prestazioni sanitarie) nei cup regionali, chiedendone la riorganizzazione.

Michele Barcaiuolo (Fdi) ha rilevato che “l’indice di contagio in Emilia-Romagna è tra i peggiori in Italia, peggio della Lombardia”. Anche lui ha riferito che in regione sono stati fatti meno tamponi rispetto a quelli annunciati. Infine, ha chiesto un piano a tutela degli anziani (rivolto in particolare alle strutture che ospitano persone anziane), “non dobbiamo trovarci impreparati nel caso di una seconda ondata in autunno”.

“Veniamo da mesi particolarmente complicati, le misure assunte in Italia hanno dato dei risultati ma c’è ancora il rischio di una recrudescenza, occorre quindi prudenza”, ha dichiarato Igor Taruffi (ER Coraggiosa). Per il consigliere “il virus continua a circolare, in particolare in alcuni comparti in cui le condizioni di lavoro non sono sempre sicure”. Anche lui ha citato i problemi collegati a strutture sanitarie dell’appennino bolognese, in particolare a Vergato.

Anche per Silvia Piccinini (M5s) il problema, in questa fase, riguarda settori lavorativi in cui è più marcata la precarietà, “evidentemente in certi ambiti manca il rispetto delle regole”. Anche lei ha poi ribadito la necessità di monitorare in modo ancora più approfondito il territorio, sollecitando anche la Regione Emilia-Romagna a “fare di più per promuovere l’applicazione ‘immuni’”.

Sulla stessa linea Silvia Zamboni (Europa Verde): “Fondamentale monitorare la situazione”. Anche per lei va affrontato il tema della condizione lavorativa degli operatori attivi nei settori a rischio. E ha chiesto di promuove l’uso dell’applicazione “immuni”.

Valentina Castaldini (Forza Italia) ha posto l’accento sul tema dei vaccini, “argomento da non sottovalutare”. E ha poi chiesto maggiore attenzione sul tema scuola, ricollegandolo agli aspetti sanitari.

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In replica l’assessore Donini ha risposto sulla questione tamponi: “Siamo nella condizione di effettuare 10 mila tamponi al giorno, ma interveniamo solo in base a certi criteri (epidemiologici), in autunno dovremmo essere in grado di farne anche 15 mila al giorno”. Mentre sulla riattivazione del sistema sanitario ordinario ha parlato di tre obiettivi: “Ampliamento dell’offerta pubblica per le visite specialistiche, condivisione delle responsabilità tra specialisti e medici di medicina generale e ricorso al privato accreditato”.

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