I sindaci di centrodestra voltano le spalle alla Provincia, Rolleri: «Vogliono la guerra»

Polemiche nell'assemblea dei sindaci: una parte del centrodestra fa mancare il numero legale alla votazione sul bilancio dell'ente uscendo dall'aula. Il presidente: «Grande dispiacere, è un segnale molto forte»

Calza e Rolleri

Il voto era solamente un parere “consultivo” e non decisivo per l’approvazione del documento, ma la discussione sul bilancio disertata da più della metà dell’Assemblea dei sindaci ha creato diversi malumori e un po’ di bagarre in Provincia: la votazione è infatti venuta meno a causa della mancanza del numero legale. L’ente di via Garibaldi era infatti chiamato ad approvare il bilancio previsionale 2016, che ha già ottenuto l’ok dal consiglio provinciale, con il solo voto contrario di Filippo Bertolini (Fratelli d’Italia). “Giocando” anche sulle tante assenze dei sindaci di centrosinistra, un drappello di amministratori di centrodestra – forse ringalluzziti dalla storica vittoria elettorale a Fiorenzuola e da alcune nette conferme in altri comuni governati in precedenza – ha deciso di scagliare qualche frecciata contro l’Amministrazione Provinciale guidata da Francesco Rolleri. I sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Lugagnano Jonathan Papamarenghi (che è anche coordinatore provinciale di Forza Italia), hanno contestato il bilancio e la non condivisione delle voci. Secondo i "fuoriusciti" (Sarmato, Cortemaggiore, Ferriere, San Giorgio, Borgonovo, Caorso) dall'aula di via Garibaldi i primi cittadini non vengono informati sulle scelte dell'Amministrazione e la discussione è di conseguenza "inutile".  «Non possiamo analizzare il documento in 5 minuti qua dentro» - ha detto Papamarenghi. Altri sindaci di centrodestra – come Pasquali di Bobbio, Zucchi di Alseno e Bricconi di Cadeo – hanno preferito rimanere in aula e contestare il documento. Roberto Pasquali non è uscito ma ha criticato il bilancio. «Il mio comune non ha ricevuto un finanziamento per l’alluvione. Zero. L’alluvione non c’è stato in Valtrebbia? Ha provocato danni solo in Valnure?». Sorpreso dalla protesta il sindaco di Farini Antonio Mazzocchi. «Nei 5 anni che ha amministrato la Provincia il centrodestra non avete brillato per come  avete curato le strade. E poi ritengo triste che non ci sia nessuno del Comune di Ferriere a votare il bilancio dopo tutti gli aiuti ricevuti».

Molto adirato per il comportamento dei sindaci del centrodestra il presidente Rolleri. «Ringrazio – ha dichiarato in aula - chi è rimasto. Questa è la casa di tutti i sindaci: abbiamo sempre agito con la massima neutralità per rispondere ai bisogni dei territori e oggi abbiamo dei sindaci che hanno fatto mancare il numero legale per un momento  così importante.  Provo grandissimo dispiacere personale per coloro che si sono impegnati in questo anno e mezzo. É nel consiglio provinciale – ha provato a replicare alle critiche sulla mancata condivisione - che si incide nelle scelte, e il consiglio provinciale è stato eletto.  È quello l’organo che modifica l’indirizzo di questo ente. Lo dice la normativa.  L’assemblea dei sindaci non è un doppione. Avere dei sindaci che fanno mancare il numero legale a un bilancio previsionale da 10 milioni di investimento è un segnale morto forte, un segnale di guerra da parte di alcuni che non vogliono sapere come è fatto questo bilancio. La ritengo una dichiarazione di guerra a questa Provincia,  è cominciata una battaglia e ne prendiamo atto,  prenderemo le nostre contromisure. Oggi abbiamo capito che ci sono comuni  che non vogliono avere a che fare con questo ente».

«Sappiamo – ha aggiunto il vicepresidente e sindaco di Gragnano Patrizia Calza - che ci sono molte esigenze sul territorio, sappiamo anche che non possiamo rispondere a tutte. Facciamo fatica a contrastare. Qua c’è chi non sa apprezzare cosa ha ottenuto. Chi é uscito non può fregiarsi di aver collaborato per migliorare i nostri territori». Al termine del dibattito, la conta dei presenti è stata impietosa: solamente 22 erano i comuni rappresentati, su 48. Mancavano all’appello – per ragioni di impegni e per motivazioni politiche - Besenzone, Bettola, Caminata,  Caorso,  Castellarquato,  Castelsangiovanni, Coli, Cortemaggiore, Ferriere, Fiorenzuola, Gazzola, Gropparello, Lugagnano, Morfasso, Nibbiano, Pecorara, Pianello, Pontenure, Rivergaro, Rottofreno, San Pietro in Cerro, Travo, Sarmato e Ziano. Il bilancio sarà nuovamente approvato nei prossimi giorni dal consiglio provinciale, tenendo presente il mancato raggiungimento del quorum all’interno dell’assemblea dei sindaci. 

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ASSEMBLEA DEI SINDACI, RANCAN (LEGA): «LA PROVINCIA È GESTITA CON SUPERFICIALITÀ» - «Se i sindaci piacentini, non solo quelli di centrodestra, disertano o abbandonano l’assemblea dei sindaci, è perché la Provincia è oggi un ente gestito superficialmente che estromette i territori dai processi decisionali». Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega Nord replica così al presidente della Provincia di Piacenza, Francesco Rolleri, dopo che la mancanza del numero legale ha fermato il voto sul bilancio previsionale in programma per oggi. «I sindaci – afferma l’esponente del Carroccio – non vogliono scatenare una guerra come crede Rolleri: vogliono solo far valere i propri diritti, fra i quali vi è quello di non partecipare ad una seduta del consiglio. L’assenza in aula di un numero rilevante di amministratori municipali di centrosinistra è la conferma di quanto sia sbagliata la riforma delle Province, un riordino che non solo allontana i cittadini convinti a credere erroneamente dell’abolizione di questi enti, ma respinge anche i sindaci e le realtà che rappresentano. Oltre a considerare il fallimento di tale riforma – continua Rancan -, Rolleri prenda atto degli insuccessi del centrosinistra piacentino: prima battuto alle comunali di pochi giorni fa, poi sconfitto anche nella sua azione in Provincia. Ci auguriamo che ciò induca il presidente dell’ente di corso Garibaldi a riflettere sul fatto che la popolazione non vuole essere governata da un Partito Democratico incapace di amministrare. Il PD ricordi invece che, nonostante il loro rifiuto per le elezioni, siamo ancora in democrazia e sarà proprio il volere dei cittadini, attraverso il voto amministrativo, a riconsegnare al centrodestra la Provincia di Piacenza».

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