Lega: «No al consigliere degli stranieri». I proponenti: «Alimentate lo scontro etnico»

La proposta non trova condivisione nel centrodestra, in particolare si oppone il Carroccio. Rabuffi, Dagnino e Cugini: «Il consigliere con delega è nello statuto comunale, i leghisti ieri ce l’avevano con i meridionali, oggi con gli stranieri»

«La richiesta di un consigliere comunale con delega alle comunità straniere di Piacenza è incomprensibile, così come la fretta di introdurre questa figura». Luca Zandonella, segretario della Lega cittadina (e assessore alla sicurezza) e Matteo Rancan, consigliere della Lega in Zandonella e Rancan-4Regione, respingono l’istanza avanzata con una mozione urgente dai consiglieri «Le urgenze della città sono comunali Stefano Cugini (Partito Democratico), Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) e Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle). ben altre» è il commento netto dei due esponenti del Carroccio, che dietro alla proposta intravedono solo «un altro elemento del campionario di slogan che la sinistra esibisce pretestuosamente anche quando non necessario». «Tutti i cittadini residenti a Piacenza – insistono Zandonella e Rancan - hanno la possibilità di rivolgersi ai consiglieri comunali per trasmettere le proprie richieste particolari alla giunta, indipendentemente dalla loro nazionalità, etnia o religione. Comunque sia, anche in quest’occasione la componente più sinistroide della politica cittadina non ha perso l’occasione di confermarsi più attenta ai problemi, peraltro non specificati, delle minoranze che alle concrete necessità che interessano tutta la comunità cittadina. Non sapendo più decifrare la realtà, la sinistra si batte per i diritti ma dimentica i bisogni: ne esce sconfitta alle elezioni eppure persiste con gli stessi errori». IlPiacenza.it ha sondato gli umori nell’intero centrodestra: la proposta difficilmente verrà condivisa, oltre che dalla Lega, anche dai rappresentanti di Fratelli d’Italia.

«È comprensibile che chi non ha altri argomenti – commentano i tre proponenti, Rabuffi, Dagnino e Cugini - nel proprio armamentario Rabuffi Dagnino-2politico, se non l'invasione degli stranieri, abbia solo interesse ad alimentare lo scontro "etnico" e non a trovare soluzioni. Ricordiamo ai "soloni pseudo padani" che il consigliere delegato è un'opzione prevista dallo Statuto comunale di Piacenza e fortemente rivalutato dalla maggioranza - Lega compresa - non più tardi di qualche mese fa, con ben tre (dicasi tre) votazioni a favore. Chi scrive crede nei valori dei piacentini (cioè di tutti coloro che abitano a Piacenza, indipendentemente dal colore della pelle o dal Paese di nascita) e si adopera quotidianamente per cercare di risolvere i loro problemi. Altri, professionisti della politica parlata, amano solo fare propaganda "contro": ieri contro i meridionali, oggi contro gli immigrati, domani probabilmente contro gli extraterrestri. L'importante, per loro, è avere sempre un nemico. Proprio un bel modo di fare politica».

GIARDINO (MISTO): «COSI’ SI RISCHIA LA GHETTIZZAZIONE»

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Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere del Gruppo Misto Michele Giardino. «Questa proposta del Pd e del Movimento 5 Stelle – Michele Giardino-2osserva Giardino - mira a enfatizzare, anzi a certificare lo stato di marginalizzazione in cui vivrebbero gli stranieri nella nostra città. Marginalizzazione che non è e non deve essere. E soprattutto, marginalizzazione che abbiamo il dovere di non rappresentare ad arte, per utilità di bassa politica; ciò proprio nell'interesse primario e diretto dei non italiani residenti a Piacenza, che i sottoscrittori della proposta assumerebbero di tutelare. A me si rivolgono diversi di questi amici, senza che io sia incaricato da nessuno. È il miglior modo di fare comunità. Dedicare loro un "inviato speciale" significa, questo sì, ghettizzare».

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