Nuovo polo scolastico a Bobbio, Gibertoni (Misto): «No a consumo di suolo»

Nell'ex sito della fallita Società Terme di Bobbio Village s.r.l, di cui permangono tutt'ora gli scheletri delle strutture, il Comune ha deliberato la costruzione di un polo scolastico. La consigliera del Gruppo Misto: «In quella zona ancora presenti fenomeni di risalita delle acque termali»

Presentata oggi un'interrogazione della consigliera del Gruppo Misto Giulia Gibertoni in merito alla nuova destinazione del sito termale di San Martino, nel comune di Bobbio. «Sul fatto che tutt'ora, nell'ex sito termale, siano presenti zone di fuoriuscita di acque termali- spiega la consigliera- è già stata realizzata, nel 2018, un'indagine geologica finanziata dalla Regione secondo quanto prescritto dalla Legge regionale 9/2006».

Il terreno, un tempo di proprietà della fallita Società Terme di Bobbio Village s.r.l, è stato al centro negli anni di alcuni tentativi di speculazione edilizia. Ritenendo opportuno mantenere la destinazione d'uso della struttura, vista la caratteristica unica della presenza di sorgenti termali giulia gibertoni m5s forlitoday.it-2con fuoriuscita di fluidi salati, nel 2003 il Comune di Bobbio autorizza la costruzione di una clinica per cure e trattamenti estetici sulla sponda destra del fiume e un albergo sulla sponda sinistra. Dopo un primo tentativo fallito (il cantiere non vide mai la luce), nel 2009 il Comune decide di concedere una prima proroga e nel 2012 di affidare il sito a un'altra società, la Terme di Bobbio Village srl appunto. La società, però, dichiara fallimento nel 2016, senza peraltro alcun risarcimento a titolo penale per l'amministrazione comunale, mancando qualsiasi fideiussione. Questa volta però i lavori sono effettivamente iniziati. Sul sito, pertanto, rimangono gli scheletri delle strutture mai ultimate dalla società e non solo: l'area verde e agricola, secondo quanto riporta la consigliera, sarebbe stata per oltre vent'anni oggetto di speculazioni edilizie di cui porta tutt'ora il segno. Fino alla decisione del 14 dicembre scorso, quando la Giunta comunale delibera di costruire sul sito un nuovo polo scolastico, inserendo l'area nel nuovo Piano urbanistico generale (Pug) del comune.

«Sono stati effettuati due tipi di indagini: geofisiche sul terreno per verificare l’estensione nel sottosuolo di aree potenzialmente sede di acque salate; geochimico-isotopiche su campioni di acque prelevate in tre punti di campionamento per caratterizzarle da un punto di vista termale e in particolare per valutarne il grado di miscelazione con acque non termali" spiega la consigliera. Le indagini avrebbero portato alla conferma che in quelle zone esistono effettivamente sorgenti termali, un fenomeno naturale raro. "Gli studi confermano l’esistenza di una potenzialità termale nell’area- sottolinea la capogruppo-. Occorre approfondire la questione attraverso una seconda fase di indagini, in particolare attraverso sondaggi diretti, quali carotaggi, per verificare la presenza reale di fluidi salati».

Per questi motivi Giulia Gibertoni chiede alla Giunta se è à conoscenza di questi importanti rilevamenti o se ha avuto modo di avere altri tipi di indagini (e condotte da chi) sulla zona in questione, e, inoltre, se «non ritenga opportuno segnalare, anche al comune di Bobbio, l’importanza di evitare inutile e ulteriore consumo di suolo, ove siano praticabili alternative equivalenti per evitarlo, così come ulteriori effetti di dispersione e diffusione urbana».

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