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«Sganciata una bomba sociale durante la pandemia, inaccettabile il comportamento di Fedex-Tnt»

Barbieri: «Non accetto la motivazione della multinazionale per lasciare a casa 280 lavoratori: non c’è alcun clima di instabilità a Piacenza». In Consiglio comunale tutti contro l’atteggiamento dei Si Cobas e al fianco della Cgil

Da una parte, la stigmatizzazione della protesta dei Si Cobas davanti alla sede della Cgil. Dall’altra, la matassa (difficile da sbrogliare) della perdita del posto di lavoro per 280 persone che erano occupate fino a pochi giorni fa all’hub “Fedex-Tnt” di Le Mose. «Non si possono commettere azioni – ha detto Patrizia Barbieri, sindaco e presidente della Provincia, sia in Consiglio provinciale che in quello Comunale - che nulla hanno a che vedere con la tutela dell’occupazione. Abbiamo chiesto un tavoloPatrizia Barbieri FOTO TRESPIDI LEONARDO-2 interministeriale a Roma sulla vicenda, perché Fedex-Tnt è una multinazionale, il tema è da riportare a quei livelli. Non c’è stata concertazione, dalla domenica al lunedì hanno fatto sapere la loro decisione senza prima sentire nessuno».

Barbieri ha voluto esprimere la sua solidarietà alla Cgil, alla magistratura e alle forze dell’ordine, per gli attacchi e gli insulti dei Si Cobas della manifestazione del 12 aprile e per quelle precedenti. «Queste non sono manifestazioni democratiche – ha dichiarato - ma sono situazioni a rischio, dove volano insulti, inutili per la salvaguardia dei posti di lavoro». Per il sindaco e presidente, «non c’è stato preavviso da parte dell’azienda». Ma soprattutto, la multinazionale «non può dire che a Piacenza la situazione sia instabile, è una giustificazione inaccettabile. La multinazionale non può scaricare un tema di così grave impatto sociale sul territorio, senza colpo ferire».

Ora si sta lavorando per affrontare la tematica. «Il Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro deve intervenire, li abbiamo sollecitati. Nessuno si è svegliato tardi sulla vicenda, questa è stata una “bomba sociale” sganciata sul territorio all’improvviso da Fedex-Tnt in piena pandemia. L’ho detto all’azienda: il loro comportamento è inaccettabile».

Il primo ad intervenire in Consiglio comunale è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia. «Non troviamo corretta la decisione – ha detto Giancarlo Migli – di andare a protestare sullo zerbino della casa d’altri, è una provocazione che stigmatizziamo, così come l’accostamento fatto “Cgil=mafia”, una caduta di stile e di correttezza in quella che dovrebbe essere una legittima contrapposizione sindacale». Solidarietà da Fd’I alla Cgil. «Anche noi purtroppo siamo stati toccati da simili slogan per fatti che non abbiamo commesso (si riferisce alla vicenda dell’arresto e della condanna in primo grado di Giuseppe Caruso, nda), eppure il sindacato fu silente».

Il Partito Democratico, ha ricordato il capogruppo Stefano Cugini, era presenta nel cordone di protezione voluto da lavoratori e iscritti alla Camera del Lavoro. «Eravamo presenti con una per portare solidarietà». «Grave togliere il lavoro a 280 persone dalla sera alla mattina – è la riflessione del capogruppo della Lega Carlo Segalini - ma non si può dare spazio a certi personaggi per strumentalizzare la circostanza, attaccare forze dell’ordine e magistratura. Non si possono fare manifestazioni senza mascherine e arrivare alla violenza. Ci sono persone che vogliono aumentare una tensione sociale già importante in questa fase».

Luigi Rabuffi (Pc in Comune) l’ha definita una manifestazione «dolorosa», «un errore grossissimo, perché è una sconfitta dividersi così nel sindacato». «Non è stato bello – è la dichiarazione di Sergio Pecorara (Misto) - vedere in zona rossa quella manifestazione con il dispiegamento di forze dell’ordine. Ora l’unica strada è quella del tavolo di concertazione con l’azienda, non certo proseguire con le manifestazioni controproducenti, come quella di oggi». «Vicenda grossa – l’ha definita Michele Giardino (Misto) – che coinvolge una multinazionale che lascia a casa 280 persone e una frizione sindacale in corso. Non so quali margini ci possano essere. Comunque il centrodestra su questi temi deve svegliarsi e prendere una posizione in tempo, “Buona destra” lo ha fatto».

Sulla vicenda si è espresso anche Massimo Trespidi (Liberi).  «Il 9 febbraio – è il suo intervento, in cui ha espresso solidarietà alla Cgil - l’azienda ha firmato un accordo e dopo qualche settimana lo ha disatteso, ciò è ingiustificabile. Ma come fanno i Si Cobas ad ottenere l’autorizzazione per le loro manifestazioni, in zona rossa e arancione? I lavoratori che hanno perso il lavoro dovrebbero farsi rappresentare meglio da chi in questi anni ha soltanto contribuito ad alimentare il conflitto sociale. C’è qualche ex consigliere comunale (Carlo Pallavicini) che si nota solo per quello, per fare pubblicità a sé stesso e al suo sindacato». Una critica anche a questore e prefetto. «La gestione dell’ordine pubblico a Piacenza non è in mano a nessuno: non si possono chiudere negozi e ristoranti e poi permettere queste esibizioni».

Per Francesco Rabboni (Fi) «Deve essere il Governo a trattare con la multinazionale». «280 famiglie senza lavoro in questa fase – è il commento di Roberto Colla (Pc Oltre) - sono un grosso problema per tutti». «Le multinazionali – è il parere di Mauro Saccardi (Misto) - sono avvoltoi, non si radicano sul territorio, fanno utili fin che possono e poi vanno». Per Giulia Piroli (Pd) questo è il «segnale della rabbia sociale che monta nella comunità». «Lo scontro – ha aggiunto Giorgia Buscarini (Pd) - non porta a nulla, per questo sono vicina alla Cgil. Non capisco l’intervento di Saccardi, sarebbe meglio pensare alla nostra di rappresentatività come politici e non a quella dei sindacati».

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