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Africa mission cooperazione e sviluppo: 2396 karimojon formati su agricoltura e allevamento in tre anni

Presentato il report del progetto realizzato con l’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza. La conclusione in luglio di quest’anno

Hanno 30 anni. Sono donne. Sole. È questo l’identikit del beneficiario del progetto “Nutrire di cibo e di conoscenze le comunità di Moroto e Napak” realizzato da Africa Mission Cooperazione e Sviluppo. Complessivamente i beneficiari sono 2396, suddivisi in 85 gruppi residenti nella regione del Karamoja, in Uganda, che in tre anni il Movimento ha formato su agricoltura e allevamento. Il progetto, promosso da Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo) con la collaborazione di Università Cattolica di Piacenza, Cuamm Medici con l’Africa, Informatici senza frontiere e Azienda ospedaliera universitaria Meyer, si avvia a conclusione nel luglio di quest’anno, ma intanto presenta i dati aggiornati: 195 orti di villaggio realizzati, 10 incontri con altrettanti gruppi per seguire la produzione di piantine in vivaio, 4 pompe a pedale installate e 19 sistemi di micro-irrigazione da posare a breve. Ma non basta: 71 persone sono state formate sulle tecniche base di contrasto dell’erosione del suolo degli orti comunitari, 65 gruppi hanno seguito 51 sessioni di business e marketing e altrettanti sono stati coinvolti in un’attività di sensibilizzazione verso i principi del micro-credito e della cooperazione.

«Non si può negare che sia stato un anno complicato – fa notare il direttore di Africa Mission Cooperazione e Sviluppo Carlo Ruspantini – al di là della pandemia infatti, il Karamoja si è dovuto confrontare con piogge torrenziali, invasioni di locuste, un’epidemia di colera, le razzie di bestiame e gli ultimi disordini che hanno accompagnato le elezioni presidenziali dello scorso gennaio. Tutti i nostri progetti, compreso questo, hanno subito ritardi e ad esempio non è stato possibile effettuare il monitoraggio programmato con i docenti della Cattolica: per questo abbiamo potenziato il team che segue le attività con l’obiettivo di raggiungere comunque dei risultati».

Il progetto nasce infatti con l’intenzione di formare gli abitanti dei due distretti, storicamente dediti alla pastorizia, dando loro delle conoscenze base di agricoltura e allevamento, ma anche di micro-credito, con l’obiettivo di rendere i gruppi autosufficienti. Ma non solo: assieme alle conoscenze agricole infatti, i beneficiari del progetto hanno ricevuto sementi e attrezzi vari, oltre ad animali da cortile e piccoli ruminanti per mettere immediatamente in pratica quanto appreso. Tutto il percorso di formazione è stato anche filmato ed è confluito nella realizzazione di sette video dedicati alle pratiche agricole e alla preparazione di pasti nutrienti ed equilibrati che verranno completati entro la prima parte di quest’anno.

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