Docenti di sostegno "in deroga", Gilda: «Insegnanti non informati sul loro futuro»

Pizzo: «Non c’è coordinamento tra dirigenti scolastici e docenti, 40 insegnanti assunti a tempo determinato ma non si sa dove e quando»

«Dopo la recente assegnazione alle scuole statali piacentine di ulteriori 40 posti di insegnanti di sostegno, "in deroga" all'organico già esistente, sarebbe d'uopo che qualcuno informasse le rappresentanze di categoria rendendole edotte dell'elenco esatto degli istituti in cui questi insegnanti saranno assunti a tempo determinato». A dirlo è la Gilda Insegnanti, tramite il suo coordinatore Salvatore Pizzo. «Non solo – spiega Pizzo - non si sa in quali scuole questi docenti andranno, nemmeno il luogo e l'orario in cui si svolgeranno le procedure di assunzione è stato reso noto. Un'opaca situazione che a Piacenza si è già vista in settembre, quando sono stati reclutati circa 500 docenti per le scuole di 2° grado "a porte chiuse", senza che nessuno potesse assistere alle operazioni, nemmeno i diretti interessati». 

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Il fatto cha indotto la Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma a presentare un esposto alla Procura della Repubblica. «Le scuole piacentine e quelle parmensi fanno capo a un unico ufficio interprovinciale ma a Parma le cose vanno diversamente: nonostante nella provincia vicino i posti da assegnare sono solo 30, tutte le procedure di individuazione dei docenti sono fissate per giovedì mattina. I dirigenti scolastici, titolari queste procedure di assunzione, nel territorio delle due province sono ormai una categoria fuori controllo, ognuno di loro si comporta come meglio ritiene, ciò è inconcepibile in una pubblica amministrazione, è evidente che il direttore scolastico regionale e coloro che in quel di Bologna lo coadiuvano non riescono a coordinare efficacemente questo segmento professionale. Ancora una volta chiediamo alla politica di farsi carico di questa situazione imbarazzante e provvedere di conseguenza, nel frattempo invitiamo gli attuali vertici dell'Ufficio Scolastico Regionale a fare un passo indietro». 

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