I bambini della 4° C della Giordani al sindaco: «Puoi vietare alle auto di parcheggiare sui marciapiedi?»

Il sindaco Barbieri: «Bravi, avete attenzione per il vostro territorio»

“Puoi vietare alle auto di parcheggiare sul marciapiede?”. E’ una delle domande emblematiche, tra senso civico del singolo cittadino e dovere di controllo della pubblica amministrazione, che gli alunni della 4° C della primaria Giordani hanno rivolto al sindaco Patrizia Barbieri l’altro giorno in Municipio. Accompagnati dalle insegnanti Mariarita Roso e Mirella Corvi, i bambini sono stati ricevuti anche dall’assessore ai Lavori Pubblici Marco Tassi e hanno colto l’occasione della visita a Palazzo Mercanti per approfondire la conoscenza della macchina comunale.

Nella cornice dell’aula consiliare, hanno rivolto agli amministratori le loro richieste per rendere più bella e vivibile non solo la loro scuola, ma anche gli spazi pubblici della città, puntando ad esempio l’attenzione su parchi gioco e cura delle aree verdi, ma anche sull’importanza di rendere ben visibili e ridipingere, dove necessario, le strisce pedonali. “Mi colpiscono positivamente le vostre osservazioni – ha commentato il sindaco – perché sono segno di attenzione e di giusta considerazione per il luogo in cui vivete, anche grazie al lavoro che avete svolto con le vostre maestre. Chissà che in futuro qualcuno di voi non sieda tra questi banchi, per impegnarsi nell’Amministrazione: ve lo auguro, perché è un’esperienza preziosa e importante di servizio al territorio”.

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Non è mancato il confronto su un tema di grande attualità, quale l’uso smodato del telefonino e dei videogame che sottrae tempo al gioco libero e alle relazioni familiari, creando condizioni più a rischio di disagio sociale sin dalla giovanissima età. “Ne stiamo parlando tanto, insieme alla Prefettura, al Provveditorato e alle associazioni genitoriali, anche con i ragazzi della vostra età”, ha spiegato Patrizia Barbieri, chiedendo ai bambini di raccontare la propria esperienza e invitandoli a cercare sempre il dialogo con i genitori e con i compagni, senza divisioni.

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