«I farmaci gratuiti per la transizione di genere sono un passo avanti di civiltà»

Il direttivo di Arcigay Piacenza Lambda A.P.S. risponde al leghista Rancan in merito alla decisione di Regione e Aifa

«Apprendiamo con soddisfazione la decisione della giunta regionale – interviene il direttivo di Arcigay Piacenza Lambda A.P.S di garantire la gratuità e la somministrazione presso la farmacia dell’ospedale delle terapie ormonali per le persone transgender. Tale decisione dà esecuzione all’articolo 5 della legge regionale contro l’omobitransfobia approvata dal Consiglio regionale il 27 luglio 2019. Contemporaneamente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha determinato, in data 23 settembre 2020, l’inserimento dei medicinali per la virilizzazione di uomini transgender e per la femminilizzazione di donne transgender nell’elenco dei farmaci erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Le persone transgender, che vivono ogni giorno sulla propria pelle la difficoltà della loro condizione e delle frequenti discriminazioni sociali e sul posto di lavoro, hanno il diritto, proprio come tutte le altre persone, di essere tutelate nella loro salute psicologica e fisica e sostenute nel loro percorso di transizione».

«A tale proposito – prosegue il direttivo - ci rammarichiamo profondamente delle parole del consigliere regionale leghista Matteo Rancan, che mostra una superficialità non comuni nel trattare l’argomento. Prima di tutto il costo della determina della regione è esiguo, trattandosi di circa 100 casi per anno. In secondo luogo l’associazione tra due argomenti totalmente differenti quali i vaccini influenzali e le terapie per la transizione di genere non ha alcun senso ed è strumentali poiché è un obiezione che allora potrebbe essere fatta per qualsiasi capitolo di spesa regionale. Fortunatamente la Regione (e qualsiasi persona sufficientemente capace) riesce ad occuparsi contemporaneamente di più argomenti contemporaneamente. Bene che ci si occupi dell’emergenza CoVID, della distribuzione dei vaccini antinfluenzali, della riduzione delle liste di attesa per esami e prestazioni sanitarie. Ciò non significa che si possa anche occuparsi di altri temi parallelamente. Una società aperta e giusta non lascia indietro nessuno e affronta ogni tema (da quello che interessa molti a quello che coinvolge una piccola minoranza) con la stessa serietà e dedizione, per garantire a tutti il diritto alla salute fisica e mentale».

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