Il premio "manager dell’anno" alla memoria di Cesare Betti

La figlia Chiara ha ritirato la targa dedicata al padre: «Aveva importanti competenze professionali unite a doti umane che lo rendevano davvero unico»

Cesare Betti

Nessuna retorica e tanta, contenuta, commozione nelle testimonianze degli ex presidenti intervenuti alla cerimonia del premio “manager dell’anno” consegnato per la prima volta alla memoria, ovvero a Cesare Betti ex direttore di Confindustria, scomparso a marzo di quest’anno a causa del Covid. «Una scelta - ha precisato Michele Vitiello presidente di Federmanager di Piacenza - testimonianza di un momento drammatico, attribuita ad un uomo e a un professionista  che aveva estrema fiducia nei giovani. Facciamo suo l’insegnamento come manager, con la sua voglia di fare ed il rispetto per gli altri». Un esempio sottolineato anche dall’attuale direttore di Confindustria Piacenza Luca Groppi che ha coordinato l’evento: «Ho visto tutti i giorni Cesare Betti per 25 anni, più di metà della mia vita: era molto presente, arrivava in ufficio alle 6 e 30 ed era sempre l’ultimo ad andare via. È stato per me un riferimento costante e oggi porto con me i suoi preziosi insegnamenti». Alla cerimonia diffusa anche in streaming, hanno preso parte gli ex presidenti che hanno lavorato con Cesare Betti, a partire da Giuseppe Parenti; «Cesare era un direttore straordinario; diceva sempre subito di si ad ogni proposta, poi se ne discuteva e si metteva al lavoro per realizzare i progetti».

sinChiaraBettiVitiello-2Emilio Bolzoni sottolinea «nei quattro anni trascorsi insieme si era creato un rapporto di affetto molto solido. Era un uomo che raccoglieva le sfide, era molto bello inventare progetti e costruirli insieme». Sergio Giglio soggiunge «i progetti realizzati avevano come fine sempre l’interesse generale di Confindustria, per di più conosceva perfettamente le nostre imprese ed era prodigo di consigli, sempre dati con discrezione ed il sorriso sulle labbra». Alberto Rota, ultimo presidente con cui Betti ha lavorato ha detto: «Cesare ci ha guidato, pur sapendo che ogni presidente nuovo ha programmi suoi, ma lui, con sensibilità rara riusciva a condurti verso i percorsi più adeguati. Aveva due famiglie: la sua e l’associazione». Per Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano: «Cesare aveva alcune doti essenziali: affidabilità, competenza e stile. Era estremamente determinato e portava a termine i progetti».

Il sindaco Patrizia Barbieri è intervenuta in streaming per ricordare Betti: «Era sempre disponibile e aveva una visione strategica rivolta al futuro, bastava guardarlo negli occhi. Era un uomo schietto, diretto e soprattutto molto corretto, oltre ad essere innamorato del sistema Piacenza di cui si sentiva parte integrante. Cesare aveva un innato umorismo che serviva ad alleggerire anche le situazioni non facili. Questo premio è un riconoscimento prezioso e altamente significativo e ci invita a guardare».

Il prefetto Daniela Lupo ha espresso la vicinanza delle istituzioni alla famiglia ricordando che Betti è stato un punto di riferimento per la comunità, con il dialogo ed un leale confronto per affrontare le nuove sfide. La figlia Chiara, nel ritirare la targa dedicata al padre ha detto “di essere una figlia orgogliosa. Mio padre aveva importanti competenze professionali unite a doti umane che lo rendevano davvero unico e che lo hanno aiutato nel suo percorso professionale e nella vita. Era un comunicatore naturale e aveva la capacità straordinaria di instaurare rapporti speciali con le persone”.

Il premio, istituito nel 2012, è stato attribuito in passato a Antonio Cerciello (Nordmeccanica), Marco Livelli (Jobs), Federico Ghizzoni (Unicredit), Dante Pattini (Terrepadane) , Valter Alberici (Gruppo Allied), Roberto Scotti (Bolzoni) , Giancarlo Cavanna, (Laminati Cavanna) Giuseppe e Clara Conti, Sergio Doriguzzi (SAIB).

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