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Oltre 90mila piacentini ipertesi, «Aumento di peso e sedentarietà causa pandemia, più rischio di mortalità»

L’appello e i consigli del dottor Giuseppe Crippa in occasione della giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa: «Solo 1 su 3 sa di soffrirne, misuratela per vivere più a lungo»

(repertorio)

«Oltre 90.000 soggetti piacentini sono affetti da ipertensione, ma solo un iperteso su 4 presenta valori di pressione ben controllati: circa un terzo degli ipertesi non sa di esserlo perché non misura la pressione». A lanciare l’allarme e un appello il dottor Giuseppe Crippa, delegato provinciale della SIIA Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. Oggi, lunedì 17 maggio, la World Hypertension League (la lega Mondiale contro l’ipertensione) e la SIIA celebrano la giornata Mondiale contro l’ipertensione arteriosa e anche Piacenza si mobilita per una giornata di sensibilizzazione. Quest’anno, a causa delle limitazioni Covid-19, non si misura ai cittadini la pressione, come negli anni passati, in piazza Cavalli o sul Facsal, ma il dottor Crippa, attraverso i mezzi di comunicazione, lancia un allarme. «Stanno aumentando del 5% i rischi di mortalità cardiovascolare, perché durante la pandemia si è abbassata la guardia» e rivolge un appello «ai 90mila piacentini affetti da ipertensione, un killer silenzioso (ma solo uno su tre lo sa): Non trascuratela, misuratela e controllatela per vivere più a lungo». «La pandemia da Covid 19 – spiega il dottor Giuseppe Crippa - ha modificato profondamente le nostre abitudini di vita, favorendo il sedentarismo, l’aumento di peso, e, spesso, l’adozione comportamenti igienico-dietetici non adeguati. Inoltre, l’accesso a cure e controlli routinari con visite, esami di laboratorio e strumentali è risultato nettamente più difficile in questo periodo per sovraffollamento o ragionevole paura del contagio. Tutto questo favorirà, nei prossimi anni, un aumento di morbilità (cioè di malattia) e di mortalità per tutte quelle malattie che non sono state adeguatamente diagnosticate e curate durante questi lunghi mesi di pandemia. Serve un recupero dei controlli».

«È stato stimato - aggiunge il delegato provinciale della Società Italiana dell’Ipertensione arteriosa (SIIA) - che, nei prossimi 4-5 anni, si osserverà un aumento di oltre il 5% di eventi fatali causati dall’ipertensione arteriosa». «La Società Italiana dell’Ipertensione arteriosa e la World Hypertension League stanno svolgendo una campagna informativa sulla diagnosi, i rischi e la cura dell’ipertensione con articoli informativi, interviste televisive e radiofoniche dirette alla popolazione generale. Tutti i delegati provinciali della SIIA sono stati sensibilizzati e formati per dare alla popolazione una   dettagliata ed esaustiva informazione sul problema “ipertensione”. La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie ad opera della spinta esercitata dalla contrazione del cuore. Quando alla visita medica la pressione arteriosa massima (o sistolica) supera 140 mmHg o la pressione minima (o diastolica) supera 90 mmHg la pressione è elevata. Più è alta la pressione e maggiore è il rischio di complicanze. L’ipertensione arteriosa colpisce il 37% della popolazione adulta e si stima che almeno 15 milioni di italiani soffra di questo problema. Oltre 90.000 soggetti a Piacenza e provincia, sono affetti da ipertensione. Nonostante il trattamento dell’ipertensione possa normalizzare la pressione in oltre il 98% dei soggetti, solo un iperteso su 4 in realtà, presenta valori di pressione ben controllati. È da notare che circa un terzo degli ipertesi non sa di esserlo perché non misura la pressione». «La pressione alta - sottolinea il dottor Crippa - è la più importante causa di malattie cardiache. Ogni anno, in Italia, muoiono 280.000 pazienti ipertesi per le complicanze, cardiache, cerebrali e renali dell’ipertensione. L’Ipertensione non controllata infatti può causare: infarto cardiaco, scompenso cardiaco fibrillazione atriale, ictus cerebrale Insufficienza renale, aneurisma (dilatazione) e rottura dell’aorta, occlusione delle arterie delle gambe, deficit cognitivo e demenza». Nella maggior parte dei casi l’ipertensione arteriosa non dà disturbi e spesso i sintomi si presentano solo dopo molti anni, quando l’ipertensione ha già provocato danni all’organismo. Vi sono condizioni che aumentano la probabilità di essere ipertesi: uno od entrambi i genitori ipertesi, l’eccessivo consumo di sale, il sovrappeso e l’obesità, la sedentarietà e l’età avanzata. L’uso di farmaci o sostanze che possono aumentare la pressione: vasocostrittori nasali, antinfiammatori, cortisonici, pillola anticoncezionale, anfetamina e cocaina».

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Cosa bisogna fare se si scopre di essere iperteso, i consigli del dottor Giuseppe Crippa: «Prima di tutto non spaventarsi ma non sottovalutare il problema. Misurare periodicamente a casa, con strumento automatico, la pressione per verificare che sia sotto controllo. Seguire scrupolosamente le indicazioni del medico, modificando o sospendendo il trattamento solo sua indicazione. Adottare una dieta adeguata. Non fumare, aumentare l’attività fisica. Prendere i farmaci prescritti regolarmente e sempre alla stessa ora».

Come prevenire l’ipertensione: «Fai attenzione a non ingrassare, riduci il peso con una dieta adeguata se sei sovrappeso o obeso. Riduci l’assunzione di sale evitando cibi salati e l’uso di sale a tavola. Evita cibi ricchi di grassi animali. Mangia pesce almeno 3 volte alla settimana, 2 porzioni di verdura tutti i giorni, limita il consumo di alcol, limita il consumo di caffè a 2 tazzine al dì. Se gradisci una terza tazzina, prendila decaffeinata. Svolgi attività fisica regolare: cammina a passo svelto o vai in bicicletta almeno 40 minuti al giorno, almeno 4 giorni alla settimana».

Come curare l’ipertensione: «Prima di tutto devi osservare le norme dietetiche e riprendere o migliorare l’attività fisica come sopra indicato. Se questo non bastasse il tuo medico ti prescriverà una terapia farmacologica opportuna che dovrà essere condotta con regolarità. Abbiamo a disposizione 5 classi di farmaci diversi, tra loro combinabili, che permettono di normalizzare la pressione in oltre il 98 % dei pazienti e controllare.

Come misurare la pressione: Parafrasando il motto della campagna mondiale, “Misura e controlla la tua pressione per vivere più a lungo” è necessario fornire qualche chiara indicazione su come fare. «Mettiti seduto, osserva un periodo di riposo di almeno 5 minuti prima di iniziare la misurazione. Aspetta almeno un’ora a misurare la pressione se hai fumato, bevuto caffè, mangiato pesantemente o hai effettuato attività fisica intensa prima della misurazione. Misura la pressione sia al mattino (tra le 6 e le 9) che alla sera (tra le 18 e le 21). Usa uno strumento elettronico validato (chiedi al tuo Medico lo strumento più adatto alle tue necessità). Effettua almeno 2 misure consecutive e riporta su un diario i valori rilevati con data ed ora della misurazione. Se la pressione risulta in più occasioni troppo bassa o troppo alta avvisa il tuo medico ma non modificare il trattamento senza il suo assenso».

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