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«Manca il personale per garantire i turni al pronto soccorso di Fiorenzuola»

Il direttore dell'Ausl non ha ancora una data sulla possibile riapertura del nuovo pronto soccorso: «Assunzioni critiche in tutta Italia». A regime i quattro piani dell'Unità spinale. I sindaci chiedono «Più specialità per non farsi superare da Fidenza e Cremona»

«I lavori nel pronto soccorso di Fiorenzuola sono terminati con l’arrivo degli arredi e l’esecuzione dei collaudi. È tutto pronto ma non ho il personale per garantire i turni». Così il direttore generale di Ausl Luca Baldino ha annunciato ai sindaci del distretto di Levante, riuniti in videoconferenza, che ancora «non è in grado di dire quando riaprirà. L’apertura avverrà quando ci sarà il personale: stiamo continuando a bandire concorsi ma a malapena riesco a far reggere i turni di Piacenza». Dopo i lavori di ampliamento, iniziati lo scorso giugno e costati quasi un milione e mezzo di euro, Baldino aveva annunciato la riapertura a settembre, poi ottobre e novembre. Così si è fatta sentire la vicesindaco di Fiorenzuola Pizzelli che accusa: «Sapevate già che mancava il personale. Il pronto soccorso è uno dei requisiti che stabilisce la serietà di un ospedale. Il nostro è ancora chiuso e la gente, giustamente, dice che manca un ospedale»

I primi cittadini chiedono risposte all’Ausl che «deve rilanciare l’ospedale di Fiorenzuola – ha detto il sindaco Romeo Gandolfi – per evitare che la mancanza di numeri favorisca i territori vicini, nostri concorrenti (Fidenza e Cremona, nda): non vorrei che questa trascuratezza sulla sanità in Valdarda faccia dire che non serve un ospedale sul nostro territorio perché non “fa numeri”». La soluzione, secondo il direttore generale di Ausl, è una sola: assumere personale. «Per farlo occorrerebbe che venga rivista la possibilità di far lavorare anche specializzandi del primo e secondo anno di studi, non solo quelli del terzo e quarto come stiamo già facendo. Per 15 anni i posti in specialità sono stati troppo bassi e ne vediamo le conseguenze. Dallo scorso anno sono aumentati ma i frutti li vedremo fra tre anni. Poi alcuni nostri medici sono entrati nei corsi specialistici non possono fare altre attività se non quelle di guardia medica dove sono poco pagati».

Baldino ha poi illustrato la situazione nel blocco B dell’ospedale di Fiorenzuola, «avviato lo scorso marzo e dove gradualmente sono stati attivati tutti e quattro i piani dove trovano spazio i reparti di unità spinale e riabilitazione, completati con la parte infrastrutturale e altri investimenti tecnologici che stiamo effettuando in questo periodo». E anche qua sul problema del personale «che è una criticità in tutta Italia e non solo a Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni», ha spiegato: «La dotazione organica è al completo anche nei reparti di riabilitazione cardiorespiratoria, neurologica, e ortopedica che entro un mese e mezzo saranno a pieno regime. Stiamo cercando un altro fisiatra. Qualche problema è stato riscontrato sulla parte infermieristica ma siamo riusciti ad avere un anestesista sulle ventiquattro ore, in particolare di notte facendo ricorso a personale gettonistico: questa figura è un requisito essenziale per l’unità spinale che deve essere pronta ad accogliere pazienti entro le quarantotto ore da un trauma o un intervento chirurgico importante». Piena la dotazione organica in Medicina nel blocco A ma «occorre riuscire a mantenerla – ha aggiunto Baldino -: continuiamo a fare concorsi ma quando chiamiamo il personale non si presenta nessuno. A Fiorenzuola due internisti sono stati sospesi perché non vaccinati». Si sta potenziando la cardiologia su tutta l’area provinciale e si sta potenziando la senologia.

Sindaci protesta pronto soccorso Fiorenzuola-2«Il blocco A è in attesa da anni delle sale operatorie: non si potevano trasferire prima dell’abbattimento del blocco B?», ha chiesto il sindaco Gandolfi al quale Baldino ha risposto così: «Quando sono arrivato avevo tre relazioni sul tavolo, le quali dicevano che l’ospedale era pericolante e mai ho pensato di assumermi la responsabilità se fosse crollato. La priorità era abbatterlo e ricostruirlo al più presto. Ora sono stati stanziati i finanziamenti dal Ministero e Regione e aspettiamo che arrivi la prima parte per affidare la progettazione e poi procedere con i lavori. Nel frattempo, chiediamo la disponibilità al Comune di lasciarci l’ex Macello per il centro prelievi aperto nei mesi scorsi, fino a quando non saranno realizzate le sale operatorie al terzo piano del blocco A. Stessa situazione per le case della salute di Bettola e Lugagnano: non appena arrivano i finanziamenti partiamo con la progettazione». E sui tempi di attesa: «Si sono dilatati e non nascono – ha proseguito Baldino - che su attività non di emergenza e di minore complessità si arriva, a Piacenza come in tutta Italia, anche ad un anno di attesa. Situazione dovuta alla pandemia e alla carenza di medici».

In fine Gandolfi ha chiesto la «riapertura degli ambulatori specialistici: Fiorenzuola puntava non solo su un ospedale di eccellezna ma anche al servizio dei cittadini che hanno bisogno degli specialisti come previsto nel Piano di riordino della sanità piacentina votato nel 2017». Ambulatori specialistici che «saranno oggetto del programma di riattivazione che vi presenterò dopo le feste» - ha concluso Baldino.

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