«Nessuna polemica e massima collaborazione con la Lombardia. Ma il Governo deve agire con decisione prima che sia tardi»

Le precisazioni del sindaco Patrizia Barbieri sulle polemiche per l'ordinanza che chiude i centri commerciali lombardi: «Se anche chiudessimo Piacenza, il problema si sposterebbe in provincia»

Il sindaco Patrizia Barbieri

«Lungi da me innescare polemiche: non ho mai parlato di pendolarismo lombardo, mai mi sarei permessa di farlo. I legami che ci uniscono alla Lombardia sono tanti, e la collaborazione è massima. Inoltre, in questo caso, un eventuale autonomo provvedimento di chiusura su Piacenza non risolverebbe alcun problema, ma lo sposterebbe sui comuni della provincia e sulle altre realtà territoriali accanto alla nostra».
Il sindaco Patrizia Barbieri, tramite un intervento in diretta sul suo profilo ufficiale, ha voluto precisare meglio i contenuti della lettera che nel pomeriggio di sabato 24 ottobre ha inviato al premier Giuseppe Conte e al Governo, chiedendo in sostanza un intervento energico a livello centrale per evitare il peggio, ovvero un altro lockdown totale a causa della recrudescenza dei contagi da coronavirus. Nel suo precedente intervento, la Barbieri faceva riferimento anche all'ordinanza emessa dalla Regione Lombardia che ha disposto la chiusura di tutti i centri commerciali nel fine settimana. 
«Il problema - ha sottolineato il sindaco - è invece di dover provvedere a livello governativo con una serie di azioni concrete che tengano presente quanto sta accadendo: una situazione che necessita di misure omogenee e sostenibili a livello territoriale, con funzioni per scongiurare ulteriori pericoli sanitari».
«Come sindaco - ha detto - non mi è mai certamente mancato il coraggio anche di assumere decisioni giudicate impopolari, come ad esempio l'ordinanza di quest'estate che vietava certi assembramenti nel centro storico. Affinché però siano provvedimenti a tutela delle persone, serve una linea determinata, necessaria, indispensabile e immediata, alla luce di questa evoluzione epidemiologica. Di qui è nata la mia volontà di chiedere a livello centrale ciò che è giusto con iniziative che scongiurino un lockdown generalizzato. Azioni tardive, a spot, non possono portare alcun beneficio, e ci fanno tornare indietro a una situazione difficile e pesante da rimediare. Ciascuno deve fare la sua parte: i sindaci certamente non si sottraggono, ma occorre qualcosa di più».

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