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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Sanità

Nel 2022 all'Ausl di Piacenza arriveranno quasi 520 milioni di euro

Oltre 9 miliardi di euro di risorse per il Servizio sanitario regionale per il 2022, pareggio di bilancio per il 2021, la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale. A fare il punto sui conti, le sfide e i nuovi impegni della sanità in Emilia-Romagna è stato questa mattina in Commissione assembleare l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini

Oltre 9 miliardi di euro di risorse per il Servizio sanitario regionale per il 2022pareggio di bilancio per il 2021, la riforma dell’assistenza sanitaria territoriale. A fare il punto sui conti, le sfide e i nuovi impegni della sanità in Emilia-Romagna è stato questa mattina in Commissione assembleare l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

«In Aula dichiarai che eravamo sicuri di chiudere il bilancio 2021 in pareggio e così sarà - commenta Donini -. Sicuramente assieme a quello del 2020 è il bilancio più difficile degli ultimi decenni, poiché sulle spalle del bilancio della sanità hanno gravato in maniera preponderante i costi che nel 2020 sono stati indirizzati al contrasto della pandemia. A questi nel 2021 si è aggiunta la campagna vaccinale. Se lo Stato avesse coperto i costi Covid per intero, oggi avremmo 800 milioni di euro in più a disposizione».

«Sul bilancio 2022 saremo vigili e attenti, il che non significa né giocarla in difesa, né rinunciare a richiamare anche per quest’anno lo Stato ad una assunzione di responsabilità, né tantomeno programmare una riduzione dei servizi. Non vogliamo percorrere questa strada -  aggiunge Donini - esigiamo che questa assunzione di responsabilità dello Stato si confermi e non metta le Regioni nelle condizioni di farsi carico per il terzo anno consecutivo dei costi Covid. Non rinunciamo, quindi, ad investire nel ‘capitale umano’ per garantire i servizi ai cittadini, attraverso le stabilizzazioni e la copertura del turnover. Ma neppure al necessario senso di responsabilità, per cui in accordo con le organizzazioni sindacali, andremo ad una verifica bimestrale della sostenibilità finanziaria della sanità regionale con una prima scadenza entro il prossimo 30 aprile e, contestualmente, a sollecitare il Governo perché si faccia carico della copertura delle spese di propria pertinenza quali i costi Covid, il rinnovo contratto collettivo e le spese energetiche». Intanto, la Regione ha fortemente investito sull’assunzione del personale in sanità, che dall’inizio del mandato è passato da 64.500 unità a 70.600; da febbraio 2020, quindi da inizio pandemia, sono state effettuate 15.060 assunzioni a tempo indeterminato, di cui 5.240 stabilizzazioni, con una copertura del turnover del 170%.

Le risorse alle Aziende

Per il 2022 la Regione prevede un finanziamento del sistema sanitario regionale pari a 9,05 miliardi di euro, comprensivi delle risorse per la gestione dell’emergenza Covid-19. Si tratta di un primo provvedimento di riparto delle risorse che la Regione mette a disposizione da Piacenza a Rimini, ma è previsto un ulteriore atto di programmazione per le Aziende sanitarie, a seguito dell’Intesa Stato-Regioni sul riparto delle disponibilità finanziarie. In particolare, alle Aziende sanitarie sono destinati oltre 7,5 miliardi di euro così distribuiti: alla Usl di Piacenza vanno 518.813.154 milioni di euro, a quella di Parma 734.547.920, a quella di Reggio Emilia 884.994.882, a Modena 1.128.636.282 (il finanziamento tiene conto del passaggio dell’ospedale di Baggiovara all’Azienda ospedaliera di Modena), a Bologna 1.480.694.948, a Imola 232.083.276 milioni di euro, a Ferrara 645.823.058 milioni di euro e alla Romagna 1.896.575.897 miliardi di euro. Per quanto riguarda le Aziende ospedaliere il finanziamento complessivo di oltre 390 milioni euro è così distribuito: 80.039.918 a Parma, 78.588.403 a Modena, 124.711.532 a Bologna, 87.049.216 a Ferrara, 20.323.297 all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. La rimanente parte di circa 1 miliardo è destinata ad ulteriori finanziamenti al sistema sanitario regionale tra cui, ad esempio, emergenza 118, fondo farmaci, rinnovi contrattuali.

Il bilancio 2021

Il minor finanziamento dei costi Covid insieme a quelli della campagna vaccinale hanno contribuito significativamente al disavanzo, che nel quarto trimestre al 15 febbraio è pari a -96,8 milioni di euro. Sono aumentati, invece, del 3,8% rispetto al 2020 i costi di produzione. Ciò è dovuto all’incremento dell’attività di produzione per il recupero dei ritardi sui tempi di attesa del 2020, per tornare progressivamente ai livelli pre-pandemia, e per l’incremento dei costi Covid-19.

La Regione va verso il pareggio di bilancio 2021 in sede di consuntivo grazie alle ulteriori risorse attese dal livello nazionale e all’utilizzo del pay-back acquisti diretti anni 2019 e 2020. Sono in corso tra la tecnostruttura regionale e quelle aziendali gli incontri per analizzare i fattori produttivi che assorbono maggiori risorse. Le Aziende hanno definito una prima stima per l’anno 2022 dei conti economici preventivi, nelle more della definizione di un quadro finanziario certo che sarà disponibile solo a seguito dell’Intesa Stato-Regioni. Inoltre, è ancora in corso l’interlocuzione nazionale per il riconoscimento dei costi Covid (attivata dalla Commissione Salute insieme al MEF), degli oneri imputabili al rinnovo del contratto di lavoro in ambito sanitario non ancora coperti  per 36 milioni di euro, e dei rincari previsti per il maggior costo dell’energia, ancora più impattante per le strutture di una sanità territoriale come la nostra, se si considera che solo per energia e riscaldamento, in fase precedente al conflitto internazionale in corso, si è stimato un +54,5 milioni rispetto al 2021, e un aumento complessivo dei costi di produzione dello 0,08%.   

Pandemia e campagna vaccinale

I costi correlati al Covid e la gestione della campagna vaccinale per il 2022 sono stimati in 613,2 milioni di euro e le relative coperture per l’Emilia-Romagna previste a livello nazionale dalla legge di stabilità 2022 ammontano al momento a soli 134,288 milioni, in assenza di un quadro finanziario certo sulle ulteriori risorse finalizzate per l’emergenza.

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