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Scout speed battuto: il controllo deve essere visibile e la multa va contestata subito

Il Giudice di pace accoglie il ricorso di un 56enne e annulla la sanzione. La difesa: «Principio più volte affermato dalla Cassazione. Forse sarebbero utili cartelli lungo le strade che informino sui controlli dinamici»

Un sistema scout speed (repertorio)

Lo Scout speed battuto dal giudice di pace. L’auto della Polizia provinciale non ha rispettato gli obblighi di contestare immediatamente la multa, né aveva dispositivi di avviso all’automobilista che erano in corso controlli.

E’, in sintesi, la motivazione della sentenza del Giudice di pace Maria Cristina Ferraresi che, nei giorni scorsi, ha accolto il ricorso di un piacentino di 56 anni, sanzionato per essere transitato in auto a 88 chilometri all’ora in un centro dove il limite era 50. Il giudice ha annullato la sanzione.

A proporre il ricorso è stato l’avvocato Ettore Maini, il quale ha argomentato il ricorso sulla consolidata giurisprudenza della Cassazione, ma anche su tante decisioni del Giudice di pace di Piacenza.

L’auto venne fotografata, il 6 dicembre del 2016, all’ingresso di Sarmato, da una pattuglia della Polizia provinciale dotata di Scout speed, chiamato anche “l’autovelox invisibile”. Lo Scout Speed è uno strumento che viene installato all’interno delle auto della Forze dell’ordine e, di conseguenza, non può essere visibile all’esterno in nessun modo. Il rilevatore è in grado di registrare la velocità in entrambi i sensi di marcia; dalla targa, la regolarità dell’assicurazione o della revisione; i divieti di sosta. Insomma, un terrore per gli automobilisti, sempre più tartassati da multe in ogni via delle città e delle strade extraurbane.

Il 56enne ricevette a casa, il 15 gennaio, la multa di 169 euro e la decurtazione di 3 punti dalla patente. Secondo i rilievi, la sua auto era stata “fermata” a 88 km all’ora, diventati poi 83 per la tolleranza di 5 chilometri.

maini ettore-2Secondo Maini (in foto), che riprende la Cassazione, l’automobilista deve percepire la presenza di un’autorità che sta eseguendo controlli della velocità. Insomma, chi rileva la velocità - sia stando fermi o in modalità dinamica, come nel caso della Polizia provinciale - deve essere visibile. Inoltre, la sanzione doveva essere contestata subito, anche perché gli agenti avevano avuto in modo immediato i dati del superamento dei limiti. «Si potrebbero mettere dei cartelli - afferma Maini - che avvertono della presenza di controlli dinamici come avviene sulle strade del Lodigiano. In questo modo, l’automobilista sarebbe avvertito della possibile presenza di una verifica della velocità».

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