Un abbraccio a distanza: la scuola Sant'Eufemia e il filo diretto con le famiglie

Le insegnanti della scuola primaria si sono trasformate in maestre super-tecnologiche, con video-lezioni, materiale scannerizzato, audio e chat surriscaldate dalle ininterrotte comunicazioni con i genitori

Un disegno di un piccolo studente

Un edificio solitamente abitato da più di 200 bambini e ora silenzioso e deserto appare innaturale. La situazione drammatica ed eccezionale che stiamo vivendo ha richiesto a tutti, famiglie e personale educativo, un grande sforzo per proteggere i bambini e tradurre, con parole che potessero capire, i messaggi allarmanti che arrivano da televisioni e cellulari. 

Ma tutti hanno risposto all’appello, dapprima con qualche incertezza, ma via via con sempre maggiore sicurezza, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per non spezzare quel legame affettivo e quell’alleanza che inevitabilmente coinvolgono coloro che condividono il difficile compito dell’educazione e dell’istruzione dei nostri piccoli.  Le insegnanti della scuola primaria si sono trasformate in maestre super-tecnologiche, con video-lezioni, materiale scannerizzato, audio e chat surriscaldate dalle ininterrotte comunicazioni con i genitori, per chiarimenti, correzioni di rotta, ma anche per un saluto, per ascoltare le voci dei loro bambini, di cui tutte sentono la mancanza. 

E la scuola dell’infanzia? Qui viene meno la preoccupazione rispetto ai programmi scolastici, ma resta alta l’attenzione a non perdere il legame affettivo e la dimensione sociale della vita in una comunità: anche le maestre della scuola dell’infanzia hanno inviato ai bambini e alle loro famiglie video-saluti, suggerimenti per mille attività e passatempi e anche video-ricette eseguite da loro stesse nella cucina della loro casa e poi riprodotte dai bambini. Le voci dei bambini viaggiano sulle chat o attraverso i loro disegni e raggiungono anche la dirigente scolastica ed il personale amministrativo, che svolge in segreteria il lavoro indispensabile a sostenere l’attività della scuola e che, finalmente indisturbato, non riesce a non sentire un po’ di nostalgia delle mille quotidiane interruzioni dei bambini. 

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«Un capitolo a parte per le famiglie. Grazie. Grazie prima di tutto per il grande sforzo che stanno compiendo coloro che, in prima linea, lavorano negli ospedali o in altri servizi indispensabili a tutti noi per contrastare questa emergenza. Grazie ai rappresentanti di classe e a tutti i genitori che, in contatto quotidiano con le insegnanti, mediano per i bambini le attività didattiche e non, facendo sì che il filo non si spezzi e ci si possa ritrovare come se non ci si fossimo mai allontanati, nonostante le difficoltà. Grazie anche ai genitori che hanno dato la loro solidale disponibilità a coloro che, per motivi professionali o altro, non riescono a seguire direttamente i figli e necessitano del supporto a distanza di chi ha più tempo per farlo. Per quanto descritto e per altri mille motivi non perdiamo la speranza in un’umanità coesa e responsabile, impegnata su tanti fronti per custodire la più grande ricchezza, i bambini, il nostro futuro».

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