Giornate europee del patrimonio: un pomeriggio sulla storia della cattedrale

Introdurrà l'architetto Manuel Ferrari, direttore dell'ufficio beni culturali della Diocesi e, a seguire, due conversazioni di Anna Còccioli Mastroviti e dell'architetto Camilla Burresi sui restauri che dall'800 ai giorni nostri hanno interessato la cattedrale di Piacenza

Come ogni anno, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio (Gep), manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le nazioni europee.
A Piacenza l’ufficio Beni culturali, la soprintendenza belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza promuove sabato 19 settembre dalle 15.30, un pomeriggio interamente dedicato alla storia della cattedrale e ai suoi restauri, a Kronos, museo della cattedrale e all’Archivio. Introdurrà l’architetto Manuel Ferrari, direttore dell’ufficio beni culturali della Diocesi e, a seguire, due conversazioni di Anna Còccioli Mastroviti e dell’architetto Camilla Burresi sui restauri che dall’Ottocento ai giorni nostri hanno interessato la cattedrale di Piacenza, quindi un filmato introdurrà la visita a Kronos museo della cattedrale con la guida di Susanna Pighi, conservatore del museo. Terminerà il pomeriggio la visita all’archivio della cattedrale con Tiziano Fermi. Tutti gli eventi sono gratuiti.

Le giornate europee del Patrimonio 2015 sono quindi dedicate a ripercorrere la storia della nostra antica cattedrale che in età post tridentina e all’epoca del vescovo Claudio Rangoni fu oggetto di una serie di interventi che coinvolsero soprattutto la zona presbiteriale (ampliata allungando la cripta verso ovest) e l’abside maggiore, rivestita di una preziosa tessitura di stucchi e dipinti da Ludovico Carracci e Camillo Procaccini.

«Gli interventi di decorazione - si legge in una nota della soprintendenza - proseguirono, come noto, anche nel corso del XVII e XVIII secolo, come ci confermano le memorie dei viaggiatori che descrivono un interno sfarzosamente barocco. Poi, alla fine dell’Ottocento, intervengono i primi restauri, diretti dall’ingegnere Guglielmo della Cella che, all’epoca del canonico Battista Rossi, portarono, fra le altre cose, alla rimozione di lapidi e alla sostituzione delle aperture barocche del cleristorio con finestre a lancetta. Il cantiere fu lungo e articolato, proseguendo nei primi anni del Novecento con i restauri voluti dal vescovo Giovan Battista Scalabrini e diretti da Camillo Guidotti; i lavori interessarono la facciata, parte dei rimanenti prospetti esterni, l'apparato scultoreo, gli altari barocchi, la cripta, l'altare maggiore, il tiburio, con estese demolizioni, sostituzioni e rimaneggiamenti degli elementi originali. Nel corso della prima metà del secolo scorso vennero poi condotti interventi diffusi di sostituzione dei conci di arenaria del rivestimento esterno e di restauro delle coperture lignee, per poi arrivare ai rilevanti di rifacimento delle coperture condotti dal Genio Civile negli anni '50-'60, che comportarono l’eliminazione degli originari tetti lignei delle navate e la loro sostituzione con tetti in latero cemento».

Dagli anni Settanta la competenza delle operazioni di restauro e di manutenzione fa capo al ministero dei Beni Culturali tramite della soprintendenza ai Beni Architettonici.  Nel corso degli anni e fino all'oggi, pur nella sempre minor disponibilità finanziaria, gli interventi conservativi di costante manutenzione hanno permesso la salvaguardia dell'edificio nel suo complesso, secondo un più attuale concetto di restauro, i cui criteri informano anche i più recenti progetti di restauro e valorizzazione portati avanti dalla curia di Piacenza.

Giornate europee del patrimonio logo-2

IL PROGRAMMA COMPLETO

Ingresso gratuito ai Musei Civici di Palazzo Farnese, sabato 19, con apertura dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 19 e, in via eccezionale, dalle 21 alle 23. Per chi desidera donare un contributo da destinare alla ricostruzione nelle zone colpite dall’alluvione, sarà allestita un’apposita urna per le offerte. Alle 16.30, laboratorio ludico-creativo per i bambini dai 3 agli 8 anni, con accesso libero e gratuito sino a esaurimento dei posti disponibili, nell’ambito del progetto Exponiamoci che coinvolge gli studenti dell’Università Cattolica. Alle 17, in Cappella Ducale, in collaborazione con Unicredit Art Collection verrà presentata, con l’intervento dell’autore, l’installazione “Chinese Theatre” dell’artista Patrick Tuttofuoco.

Domenica 20, alle 18, torna invece l’appuntamento con “Un’opera al mese”, aperto ai possessori del biglietto d’ingresso (6 euro): lo scrittore Nereo Trabacchi illustrerà ai presenti il servizio etrusco da vino custodito nei Musei civici, in un incontro cui seguirà l’aperitivo nei loggiati della Cittadella.

Alla biblioteca Passerini Landi, sabato 19, visite guidate gratuite alla mostra “Semi di carta: cultura agraria a Piacenza tra Otto e Novecento”, con ritrovo alle 11 e alle 17 all’ingresso in via Carducci. In serata, apertura straordinaria dalle 21 con un evento dedicato alla figura di Giuseppe Verdi, introdotto da una selezione di musiche del compositore di Busseto eseguite dal Conservatorio Nicolini, con brani dalle arie di “Traviata” e “Rigoletto”, sulle note di Leonardo Zoncati al clarinetto e Keiko Yazawa al pianoforte. Daniela Morsia e Ilaria Dioli, accompagnate dalle letture di Giuseppe Gambazza, approndiranno poi il ritratto di Verdi agricoltore e gastronomo.

Ingresso gratuito, sabato 19 settembre, anche al Museo di Storia Naturale, aperto dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, così come alla Galleria Ricci Oddi, che osserverà gli stessi orari. La pinacoteca, inoltre, ospiterà la tappa conclusiva del percorso guidato “Food and the City”, che dopo un itinerario nel centro storico (partenza alle 10.30 da piazza Cavalli) approderà, alle 11.30, in via San Siro, per una visita guidata alla collezione di dipinti con piccola degustazione di caffè a cura della Torrefazione Musetti. Anche l’iniziativa pomeridiana di “Food and the City” – con ritrovo alle 16.30 presso l’Urban Center – culminerà alla Galleria Ricci Oddi, con visita guidata alle opere d’arte, seguita da degustazione di vini e salumi piacentini offerta dal Consorzio di Tutela dei Vini Doc dei Colli Piacentini e dal Consorzio dei Salumi Dop Piacentini. Parte del ricavato delle offerte ricevute dai partecipanti a “Food and the City” sarà devoluta a sostegno dei territori alluvionati.

La collezione museale di via San Siro sarà animata da due appuntamenti anche domenica 20 settembre, quando alle 10.30, presso la sala conferenze Sidoli, il professor Ivo Iori terrà una conferenza sul tema “L’arte dello sperimentare in Osvaldo Bot”, mentre alle 16.30 saranno protagonisti i bambini dai 3 agli 8 anni cui si rivolge il laboratorio ludico-creativo condotto dagli studenti dell’Università Cattolica nell’ambito del progetto Exponiamoci (accesso gratuito, sino a esaurimento posti).

Ingresso ridotto a 3,50 euro, alla Galleria e al Collegio Alberoni per le visite ordinarie e le iniziative speciali, in occasione delle Giornate del Patrimonio. Sabato 19, alle 15.30 e alle 17.30, si terranno le consuete visite guidate della durata di un’ora ciascuna, alla scoperta del patrimonio artistico e scientifico che include l’Ecce Homo di Antonello da Messina e la terrazza del più antico osservatorio astronomico del complesso di San Lazzaro. Alle 16.30, visita guidata dedicata al tema “I sapori della tavola del Collegio Alberoni e i menù del Cardinale”, con letture a cura di Romano Gromi e riflettori accesi sugli antichi usi e le tradizioni della tavola del Collegio tra Sette e Ottocento, per concludere con piccoli assaggi di mostaccioli e cioccolata calda.

Domenica 20, dalle 15.30 alle 17.30, visite libere alla sola Galleria Alberoni, mentre alle 16 è in programma la visita guidata sul tema “L’albero e la stella. Tutti gli stemmi del Cardinale”, con presentazione del restauro del dipinto del XVIII secolo raffigurante lo stemma di Giulio Alberoni, a cura della restauratrice Francesca De Vita. Seguirà, a cura di Elena Gobbi e degli allievi dell’Accademia della Musica di Piacenza, l’esecuzione di musiche tra Seicento e Settecento. 

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