Rabuffi spulcia le spese del Comune: «Alcune superflue, era meglio pagare la mensa ai bimbi»

Il consigliere di “Piacenza in Comune” contesta 21mila euro di spese dell’ente: «Con questa cifra pagavamo la mensa a molti bimbi esclusi dalla recente delibera»

Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune)

Ben 4500 euro per quattro biciclette a pedalata assistita della Polizia Municipale per vigilare sul territorio. «Serve poi un corso di formazione per imparare ad usarle e appositi capi d’abbigliamento. Quindi si è deciso di spendere altri 1500 euro di vestiario per un totale di 6mila euro». Luigi Rabuffi, consigliere comunale di Piacenza in Comune, a Palazzo Mercanti ha riportato alcune spese effettuate di recente dall’ente, lette nell'albo pretorio del Comune. «Dopo i 6mila euro per le bici, anche 1183 euro per un mixer e un microfono per Spazio4, 9mila per 22 condizionatori portatili per gli uffici, 3982 euro per fornire altro vestiario agli operai e alla protezione civile. Mi fermo qui: un totale di 21mila euro di spese. Sarebbero la cifra corretta per fornire per un anno i pasti a 42 bambini che appartengono a quella fascia di Isee che non si vedrà più coprire la mensa scolastica dal Comune, dopo la decisione della Giunta e del Consiglio». Rabuffi ha quindi riportato l’attenzione su quanto deliberato a fine dicembre: la Giunta ha rivisto i canoni. 

Nella nuova proposta sono esenti dal pagamento delle mense i bambini appartenenti a nuclei familiari con Isee pari o inferiore a 4300 euro, unitamente alla richiesta dei servizi sociali di esonero. Se prima bastava il solo ok degli uffici, ora serve per forza di cose anche l’Isee inferiore a quella soglia. Dei 6mila studenti che frequentano il servizio mensa comunale, 438 erano gli esentati. In futuro, ora saranno esentati solo in 150. «Oltre a questi 21mila euro - ha incalzato ancora Rabuffi - ci sono anche i 18mila euro per il collaboratore esterno del Comune (sembra fatta per Marco Civardi di “Omnia Eventi” che aiuterà l’Amministrazione, nda) si poteva coprire la mensa per altri venti bambini. Quindi direi di togliere la targa “Piacenza città dei bambini” dai cartelli di ingresso alla città».

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