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Piacenza Expo, l'ente fieristico di Le Mose

Piacenza Expo, l'ente fieristico di Le Mose

Società partecipate: segni negativi per Piacenza Expo, Fondazione Teatri e Asp

Ok della maggioranza al bilancio consolidato del Comune. Buoni risultati d'esercizio per tutte le altre società partecipate del capoluogo: Piacenza Infrastrutture, Acer, Lepida, Tutor, Tempi Agenzia. Preoccupazioni per le perdite di tre società. Il Pd attacca la Lega: «Su Asp e accoglienza dei profughi avete cambiato idea»

Come stanno le società partecipate che vedono protagonista (o comunque coinvolto) il Comune di Piacenza? Una risposta può arrivare dal bilancio consolidato, approvato dalla maggioranza (tutta l’opposizione si è astenuta) prima in commissione e poi nella seduta di Consiglio del 24 settembre. Il quadro è sicuramente di luci e ombre. Male, ancora una volta, Piacenza Expo negli anni dispari (che non vedono la presenza della fiera Geofluid, che dà ossigeno alle casse dell’ente fiere). Nel 2017 ha registrato un passivo di 456mila euro nel risultato d’esercizio. Non ancora al meglio Asp-Città di Piacenza, che arriva da anni di risanamento, ma segna ancora un -200mila euro (tutti i dati d’esercizio sono relativi al 2017). E male anche Fondazione Teatri, che presenta un passivo di -62mila euro. Poi ci sono gli altri, che presentano il segno più: Piacenza Infrastrutture (+465.110 euro), Tempi Agenzia (+36.305 euro), Acer (+186.389 euro), Lepida (+309.150 euro), Tutor (+57.359 euro). Ne ha dato conto l’assessore al bilancio Paolo Passoni, che ha reso noto il risultato consolidato dell'esercizio 2017, positivo e pari ad 6 milioni e 893mila euro: +60mila euro rispetto al bilancio consolidato del 2016.

Diverse le critiche emerse nel dibattito. Il segno meno nel bilancio della Fondazione Teatri è stato evidenziato da Nelio Pavesi (Lega), da mesi polemico sulla gestione dell’attività teatrale e dell’offerta culturale piacentina. «È una cifra tutto sommato accettabile - ha dichiarato il consigliere "ribelle" del Carroccio -, però i cittadini sappiano anche quanti contributi ha ricevuto dal Comune (un milione), Fondazione di Piacenza e Vigevano, Iren, Regione e altri enti. Senza questi contributi ci sarebbe un bilancio in rosso di due milioni di euro, oppure non ci sarebbero proprio iniziative teatrali in città. Per me il quadro, comunque, non è soddisfacente».

COMPENSI E PREMI

Massimo Trespidi ha messo il dito nella piaga di tutte e tre le società in perdita. «Balzano agli occhi i risultati negativi di Asp – ha detto il consigliere di Liberi - nonostante una operazione di risanamento. Se Asp non sta bene, Pc Expo non è che sta meglio. E sia Asp che Fondazione Teatri hanno una perdita operativa di circa un milione». Trespidi ha contestato anche Farmacie Comunali. «Ho saputo dell’idea di dare un premio di risultato agli amministratori del Cd’A di Farmacie Comunali. Si dice che per darlo bisogna superare il volume d’affari di 5 milioni di euro. Peccato che già l'anno scorso hanno fatto un fatturato di 6 milioni di euro. Per dare un premio di risultato, stando a quanto si apprende, possono anche fare peggio dell’anno precedente. Se dobbiamo dare dei premi, piuttosto diamoli ai dipendenti. E poi l’utile è di 215mila euro, con un fatturato così alto da 6,5 milioni di euro, si può fare molto meglio». L’assessore Passoni ha garantito che il premio per i dirigenti scatta in presenza di altri fattori: non viene preso in considerazione solo il volume d’affari. Il Cd’A inoltre, su proposta dello stesso assessore, si è ridotto i compensi del 20%, da 35mila euro all’anno a 28mila euro. L’Ad prende 19mila euro all’anno.

«I premi si dovrebbero dare se migliorano i margini – è il parere di Andrea Pugni del Movimento 5 Stelle - non per un aumento di fatturato. I dirigenti delle società partecipate sono nominati dalla politica, questi manager pubblici dovrebbero avere le competenze, portare a casa numeri positivi e relazionarci delle loro idee per uscire dalle difficoltà in cui si trovano. Piacenza Expo ha dei numeri altalenanti, mi aspetto che Giuseppe Cavalli (amministratore unico dell’ente fiere che verrà ascoltato nei prossimi giorni in commissione, nda) ci spieghi cosa intenda fare. A inizio anno ogni presidente di società dovrebbe chiarire al Consiglio le sue idee».

«Il Comune – è il commento di Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune - non ha eccessive preoccupazioni sulle società partecipate. Farmacie Comunali ha visto aumentare del doppio il fatturato, da 3 milioni a 6,5. Sono un gioiello di famiglia, un servizio importante che vede anche la presenza della farmacia h24 di via Manfredi e il presidio di Roncaglia. È un dovere investire sulle farmacie. Piacenza Expo ha fatto bene ad aumentare il numero di fiere e di espositori, ma c’è un aumento di spese per il personale ingente, circa 8mila euro di spese in più per ogni dipendente in un anno: mi sembra troppo».

Antonio Levoni dei Liberali Piacentini ha voluto fare un confronto con gli anni addietro. «In passato le società partecipate – ha detto - erano messe molto peggio rispetto ad oggi. Quando andavamo dentro a vedere i loro numeri, scoprivamo che erano società quasi fallite. Ora vediamo utili, anche se di poche migliaia di euro».

ASP CITTA’ DI PIACENZA CONTINUA A GESTIRE I PROFUGHI

Dal Pd critiche all’atteggiamento della Lega alla guida dell’Amministrazione, in netto contrasto con le promesse da campagna elettorale. La Lega promise di togliere ad Asp “Città di Piacenza” la gestione dell’accoglienza ai profughi. Ma dopo un anno e qualche mese al governo della città, la rotta impostata dalla Giunta Dosi al risanamento dei conti di Asp (che trae ossigeno anche da questa attività), non è stata toccata. «Sull’Asp ricordo bene gli interventi dell’assessore Luca Zandonella e dei consiglieri Davide Garilli e Marvin Di Corcia – ha fatto notare Christian Fiazza (Pd) -, evidentemente qualcuno ha cambiato idea nel corso del tempo». «Se la Lega fosse stata alla guida della Giunta in precedenza – è stata la risposta del capogruppo della Lega Stefano Cavalli -, avremmo fatto le cose diversamente. C’erano 180 profughi da gestire sul territorio, la scelta giusta era cambiare la propria idea e proseguire il percorso di Asp. Ma vogliamo che Asp si specializzi nella sua “mission” di cura degli anziani e che si occupi sempre meno dei profughi».

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