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«Il 25 aprile festa della riconciliazione e del perdono? Difendiamo i valori dell’antifascismo»

La nota dei rappresentanti della Lega Spi Cgil di Fiorenzuola in merito all'intervento del sindaco Romeo Gandolfi il giorno delle celebrazioni del 25 aprile

Il sindaco Romeo Gandolfi davanti al monumento dei Caduti (foto Trespidi)

«Il 25 aprile festa della riconciliazione e del perdono». Le parole pronunciate dal sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi nel corso della festa della Liberazione, non sono sfuggite alle orecchie dei rappresentanti della Lega Spi Cgil di Fiorenzuola, che a distanza di una settimana intervengono con una nota: «Ma quale riconciliazione e perdono, e poi con chi? Con i responsabili della morte di milioni di persone, di aver provocato una guerra che ha portato lutti e rovine in tutta Europa? Di aver mandato a morire nei campi di sterminio milioni di persone?». «Ma quando il sindaco Gandolfi è andato di persona a Marzabotto a visitare il sacrario a ricordo dei civili massacrati dai nazifascisti – proseguono -, cosa avrà pensato davanti alle foto dei bambini uccisi in quella rappresaglia? Avrà pensato che è giusto perdonare e riconciliarsi con gli autori e i complici di quella e delle tante altre stragi nazifasciste? Il sindaco Gandolfi a coloro che chiedono la cittadinanza italiana spiega che diventare italiani è un privilegio, ricordi anche a quelle persone che se oggi l’Italia è un paese libero e democratico lo si deve anche al quei giovani italiani che hanno sacrificato la loro vita nella lotta di liberazione. In questi tempi di generale insofferenza verso le istituzioni e di sfiducia nella democrazia, di pericolose aperture a gruppi che si ispirano ancora alla ideologia fascista, non ci sembra opportuno che il primo cittadino di Fiorenzuola tenti di trasformare il 25 aprile in una manifestazione diversa dal ricordare la lotta di liberazione. Oggi è necessario invece non abbassare la guardia e continuare a difendere i valori dell’antifascismo. Prima di parlare di riconciliazione e perdono invitiamo quelli che tentano di sminuire la lotta partigiana, di soffermarsi a leggere l’epigrafe nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo, lì collocata in risposta alle parole di Kesserling (che dichiarava che gli italiani avrebbero dovuto erigergli un monumento) troppo presto sottratto alla giustizia italiana. Oggi questa epigrafe di Piero Calamandrei la si trova anche in internet, a noi basta ricordare le ultime parole: “Ora e sempre Resistenza”».

Concludono: «A coloro che alla manifestazione del 25 aprile tentano di minimizzare la resistenza partigiana vorremmo ricordare le parole di Piero Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”. Noi continueremo a festeggiare il 25 aprile (e non il 22 o la prima domenica antecedente) come anniversario della liberazione dalla dittatura nazifascista».

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