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Ospedale, tavolo tra Amministrazione, Ausl e Arpae. Mainardi: «Situazione complicata e preoccupante»

Si è tenuto nella giornata di martedì 27 settembre l'incontro al fine di discutere degli elementi che consentano di far ripartire il cantiere dell'ospedale di Fiorenzuola, dopo che emerse l'esigenza di bonificare l'area

L'area del cantiere dell'ospedale di Fiorenzuola (immagine di repertorio)

Si è tenuto nella giornata di martedì 27 settembre l’incontro tra l’Amministrazione comunale e i vertici dell’Azienda Sanitaria Locale e di Arpa Emilia Romagna, al fine di discutere delle problematiche che ostacolano i lavori all'interno del cantiere dell’ospedale di Fiorenzuola, dopo che è emersa l’esigenza di bonificare l’area.

Il sindaco Romeo Gandolfi nei giorni scorsi ha invitato a partecipare al tavolo tecnico anche i capigruppo in consiglio comunale. Il consigliere di minoranza Nando Mainrdi (“Sinistra per Fiorenzuola”) presente alla riunione, ci ha inviato la seguente nota stampa con le proprie considerazioni a riguardo.

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«In base alla presenza rilevata dall'Ausl di una contaminazione da idrocarburi pesanti nel cantiere, a quanto pare in profondità, andrà attivato - questa la posizione della Direzione Generale dell'Aussl - un iter che passerà attraverso la preparazione e l'attuazione di un piano di bonifica. Questo significa che per un numero imprecisato di mesi i lavori rimarranno totalmente fermi. La situazione è complicata, e sarebbe complicata per qualsiasi Amministrazione comunale».

«Per quanto mi riguarda, è un principio che valeva per Compiani e vale per Gandolfi. Non sono per due pesi e due misure. Proprio per questo devo aggiungere tutta la mia preoccupazione per l'inadeguatezza con la quale l'Amministrazione sta affrontando la vicenda. Al tema della bonifica del cantiere bisogna aggiungere, infatti, l'assenza di punti fermi sul tema della programmazione sanitaria per quanto riguarda la provincia, ovvero la definizione dei posti letti ospedale per ospedale dal punto di vista numerico e dal punto di vista funzionale».

«Fiorenzuola dovrebbe spingere il più possibile perché parta la discussione tra i Comuni e l'Ausl, per arrivare a definire alcune certezze relativamente anche al nostro Ospedale. Per quanto ci riguarda, con mezzo ospedale e l'altro pezzo che non parte, siamo in una situazione di totale debolezza. L'impressione è che, invece, la Giunta Gandolfi sia afflitta dal morbo dell'immobilismo».

«A partire dalla seconda metà di giugno ho chiesto più volte che venisse convocato un consiglio comunale tematico sull'ospedale, per fare da subito il punto sulla situazione, informare e coinvolgere i cittadini, assumere delle linee di indirizzo. A quanto pare, ne parleremo il 4 ottobre. Quattro mesi dopo le elezioni e tre mesi e mezzo dopo la mia richiesta. Non è stato, sul tema, ancora convocato il Comitato di Distretto, di cui è presidente proprio il Comune di Fiorenzuola: eppure sarebbe rilevante la costruzione di un'alleanza e di una comunione di intenti tra i Comuni del nostro territorio».

«Oggi abbiamo saputo formalmente, almeno io, che dal 1 agosto i lavori al cantiere sono fermi, causa appunto l'emersione di fonti inquinanti. L'Ausl si è ben vista dal comunicarlo al Comune, e questo mi sembra un segnale di insensibilità e grave. Ma l'Amministrazione dal 1 agosto ad oggi non ha chiesto nulla all'Azienda Sanitaria Locale».

«Insomma: la situazione, ripeto, è complicata e preoccupante. È necessario che la Giunta Gandolfi si dia una scantata, un colpo di reni, un salto di qualità. La questione dell'ospedale va presidiata quotidianamente e non è ammissibile che ci si dorma sopra. Per ora si può dire che sul fronte nosocomio della Valdarda la Giunta Compiani e la Giunta Gandolfi sono gemelle: stesso immobilismo, stessa autoreferenzialità. E' necessario rompere questa continuità, che rischi, in una situazione complicata, di danneggiare Fiorenzuola. Bisogna pure litigare, se serve con la direzione dell'Ausl, e non dire sempre "signor sì". Valeva ieri, e vale oggi».

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