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Veleia come il Colosseo: parteciparne al restauro da mecenati del XXI secolo

Dallo scorso venerdì è partita infatti la raccolta fondi per l’importante progetto di restauro delle antiche Terme di Veleia che necessitano di urgenti interventi per un costo complessivo stimato in 77 mila euro

“Chi ha provato la magia unica di Veleia deve avere la possibilità di contribuire a conservarla e tramandarla nel tempo: così nasce il progetto che permetterà a chiunque -aziende e privati- di diventare mecenate di una delle realtà archeologiche più importanti dell’Italia del nord” dalla quale provengono beni di interesse unico quali il ciclo statuario giulio-claudio tra i più importanti dell’antichità e l’iscrizione romana più lunga del mondo. Jonathan Papamarenghi, sindaco di Lugagnano Val d’Arda, nel cui territorio giacciono le antiche vestigia, comunica così l’importante iniziativa, alla quale ha aderito la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Parma e Piacenza, dell’Art Bonus.

Come a Roma per il restauro del Colosseo, si tratta di un’opportunità che introduce un credito d'imposta per erogazioni liberali a sostegno della cultura e dello spettacolo istituito dalla Legge "Disposizioni per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo". Dallo scorso venerdì è partita infatti la raccolta fondi per l’importante progetto di restauro delle antiche Terme di Veleia che necessitano di urgenti interventi per un costo complessivo stimato in 77 mila euro.

Il quartiere termale oggetto dell’intervento costituisce un’area di enorme suggestione per chi accede all’area archeologica e, al contempo, un segno inequivocabile della propagazione della cultura romana, impresso profondamente anche nel territorio piacentino. Tutti i soggetti che contribuiranno a questo progetto –anche per solo un euro-, oltre che figurare pubblicamente come mecenati dell’Area, godranno di benefici fiscali sotto forma di credito di imposta con agevolazione fiscale al 65% nei tre anni successivi: l’esborso finale, cioè, si ridurrà al solo 35% della quota versata. La corsa ora è quella per raggiungere entro 6 novembre almeno il 40 per cento dell’importo necessario all’intervento di restauro, (ovvero 30mila e ottocento euro dei 77 necessari), in modo tale da ottenere dallo Stato il versamento del restante 60 per cento, come dettagliato sul sito artbonus.gov.it.

Papamarenghi ringrazia “il Sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi che con gli attivissimi funzionari Marco Podini e Francesca Michelotti sta mostrando grande attenzione, oltre che professionalità, sia per la conservazione dell’area di Veleia che per la sua valorizzazione ed invita le realtà piacentine, viste anche le interessanti agevolazioni fiscali, a contribuire alla rilevante iniziativa”.

Gli interventi previsti con il progetto:

- documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento;
- romozione e stoccaggio accurato dei laterizi mobili e relativa pulitura (colonnette + tavelloni);
- muro: rimozione microflora e infestanti mediante trattamento biocida seguiro da lavaggio con azione meccanica di rimozione lichieni
- sottopavimentazione: diserbo manuale seguito da aspersione con biocida;
- ricostruzione della parte crollata del muro;
- ricollocazione e anastilosi dei laterizi mobili (tutte le colonnette + tavelloni)
- altre manutenzioni con avanzo di riabasso di gara.
- rimozione manuali di residui di resine e placche di cemento sgretolato, compresa la scarificazione delle zone fessurate attualmente sature di scorie e terriccio;
- stesura di trattamento consolidante e aggrappante: emulsione acquioo di resina acrilica;
- allestimento di cantiere;
- materialie;
- manodopera per stesura di strato di calci speciali esenti da sali, addizionate a fibre ed inerti, pozzolane e cocciopesto, cromaticamente e di granulometria simile alle malte originali presenti nelle terme o comunque nell’area archeologica nelle aree pavimentali, tipo Brigliadori o S.Astier, applicate in spessori adeguati secondo campionature e prove, applicate manualmente e lasciando sporgere sassi e frammenti laterizi dei precedenti interventi di anastilosi;
- stesura di protettivo idrorepellente silossano compreso di biocida preventivo 
esteso a tutte le terme, muri, tepidarium , calidarium e frigidarium;
- capping murario e fissaggio laterizi fratturati su appoggi in mattoni Lasciati occulti all’interno delle zone con la parziale anastilosi;

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