Il latte come alimento e un importante progetto di cooperazione agricola: ecco il focus dell’ottavo “Periti Day -Every Day”

L’ottavo appuntamento del ciclo di conferenze “Periti Day every day” organizzato dalla Società medico-chirurgica di Piacenza e moderato come consuetudine dal presidente dottor Carlo Mistraletti Della Lucia, ha avuto come relatori all’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano,  la dottoressa Rosanna Cesena e il professor Giuseppe Bertoni

I due relatori insieme al dottor Mistraletti

L’ottavo appuntamento del ciclo di conferenze “Periti Day every day” organizzato dalla Società medico-chirurgica di Piacenza e moderato come consuetudine dal presidente dottor Carlo Mistraletti Della Lucia, ha avuto come relatori all’Auditorium della Fondazione Piacenza e Vigevano,  la dottoressa Rosanna Cesena e il professor Giuseppe Bertoni. La prima ha spiegato la composizione e la funzionalità nell’alimentazione del latte umano e delle mandrie evidenziandone caratteristiche chimiche, fisiologiche e alimentari; il secondo ha presentato un innovativo progetto di cooperazione per lo crescita agricola di popolazioni in via di sviluppo.  

«Oggi la medicina si basa su evidenze scientifiche - ha detto la dottoressa Rosanna Cesena riguardo al latte - non vi sono prove perché possa essere abolito dalla alimentazione umana, ma solo assunto con moderazione. La società italiana di Nutrizione umana ha dato il via libera al consumo di 1-3 porzioni di latte (125-375 ml) al giorno. La relatrice ne ha quindi evidenziato l’importante composizione chimica; soffermandosi sul lattosio, zucchero semplice che viene scisso nei suoi componenti B galattosio e B glucosio da un enzima: la lattasi (galattosidasi), che è sempre presente nei bambini, ma molte persone, con la crescita, smettono di produrla, ed ecco il motivo per cui fanno fatica a tollerare il latte (intolleranza). Vi sono alternative al latte standard: quello delattosato, per allergici e vegetali. I segnali più comuni di intolleranza sono: dolori addominali, crampi, meteorismo, diarrea, ed in alcuni casi anche perdita di peso e segni di malnutrizione. Il lattosio, per chi lo digerisce, viene assorbito con grande rapidità ed utilizzato per produrre energia, ma conferisce al latte un carico glicemico alto, perciò, sarebbe meglio evitare di dolcificarlo».
Ricercatori della università di Tel Aviv, hanno confermato l'azione sedativa del latte, soprattutto se abbinato al miele. E' utile contro il mal di gola e le infiammazioni respiratorie.  Per chi lo digerisce, il latte è un alimento ricchissimo di calcio, di cui è una delle migliori fonti.
«Il latte che si trova in commercio - ha proseguito - è sicuro dal punto di vista igienico, perché sottoposto a trattamenti termici che hanno neutralizzato o distrutto i lieviti potenzialmente nocivi. Il latte crudo, appena munto, conserva tutti i nutrienti originari, ma deve essere consumato previa bollitura per evitare seri rischi di contaminazione. In Italia la qualità del latte è sottoposta a verifiche e controlli previsti dalla normativa europea; i livelli di sostanze tossiche sono inferiori ai limiti di sicurezza, con una tolleranza molto ridotta  nei confronti dell'utilizzo di sostanze stimolanti il metabolismo, ed anche sugli antibiotici la normativa è severa».

Il professor Giuseppe Bertoni ha illustrato il progetto C3S (Produzione di cibo appropriato: sufficiente, sicuro e sostenibile) da lui coordinato, nell’ambito della università Cattolica di Piacenza. Tale progetto, posto in essere nei Paesi poveri grazie alla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi come sponsor, mira a coinvolgere le comunità locali in un processo d’innovazione partecipato e che trasferisce tecnologie in modo graduale e con l’aspirazione a creare strutture fondiarie adeguate anche per mezzo della diffusione della cooperazione. Il progetto è ispirato alla realtà (vedere), opportunamente approfondita (giudicare), per trarne i necessari suggerimenti atti a superarla (agire). In parentesi i 3 verbi che papa Francesco dice di aver tratto dall’assemblea di Aparecida (2007) e necessari per affrontare i problemi socio-economici del momento, parte da talune considerazioni base:

- il mondo contadino dei Paesi poveri si dibatte in un circolo vizioso: povertà → assenza di sviluppo → povertà e che ciò implica un intervento esterno di rottura; 
- sinora gli interventi non hanno avuto grande successo, anche quelli onesti, perché la rete per pescare offerta ai piccoli contadini era in forma irraggiungibile e con molto poco sforzo per coinvolgerli;
- non è sufficiente portare strutture, infrastrutture e tecnologia, sia pure alla loro portata (semplice e di cui si possano avvalere direttamente), per le ragioni successivamente illustrate

La filosofia base del progetto - già sperimentato per 6 anni in India (Meghalaya) e RD Congo (provincia di Lomami ex Kasai orientale) in connessione con la Chiesa Cattolica per la sua presenza capillare sul territorio - si ispira all’avvio di forme associative fra cui i Consorzi Agrari e la loro Federazione, che agli inizi del secolo scorso consentirono  di superare analoghe difficoltà che attanagliavano il sistema rurale italiano. In particolare, con uno strumento che, con la sua presenza capillare sul territorio, fosse in grado di assicurare il trasferimento della necessaria innovazione, fornendo al contempo i necessari mezzi di produzione. 
Di qui la costituzione di centri pilota (diocesani) che, fungendo da interfaccia fra istituzioni tecnico-scientifiche da un lato e i centri pilota periferici (parrocchiali) dall’altro, fossero di supporto inclusivo per i contadini; quasi come dei badanti che, tenendoli per mano, rendessero possibili i primi fondamentali passi sulla via dello sviluppo (coinvolgendoli per superare l’ultimo miglio, cioè la distanza fra il mondo tecnologico e la capanna del piccolo contadino). Tutto ciò nella prospettiva di formare anzitutto unità autonome, anche economicamente, e successivamente di avviare esperienze analoghe per disseminarle altrove in tempi ragionevoli; anche grazie al benefico effetto della diffusione a macchia d’olio entro le comunità circostanti (per emulazione facilitata dall’essere alla loro portata).

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A corollario dell’incontro gli estemporanei ritratti dei relatori realizzati dall’artista Pablo.

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